venerdì 25 dicembre 2015

LA PROTEZIONE DELL'ORDINE AMMONIO di EM-RA-IT

LA PROTEZIONE DELL'ORDINE AMMONIO
di
EM-RA-IT

Molti si avvicinano all'Ordine Ammonio con l'intento di carpirne i segreti in poco tempo.
Molti si avvicinano al'Ordine Ammonio con l'acrimonia dell'animo.
tutti si avvicinano all'Ordine Ammonio volendo restare come sono ma provando ad acquisire conoscenze solo mentali per avere potere.
Molti sono sciocchi e pensano di blandire il Maestro che è stato preposto a tutto questo da " Altri" , dopo lungo vaglio interiore da parte loro e le indicazioni dei Guardiani dell'Ordine stesso.
Quanti stupidi sono apparsi al'orizzonte di colui che è tenuto a reggere lo scettro fino alla sua dipartita da questa valla di lacrime.
Quanti illusi con visioni e apparizioni, che altro non erano e sono che parti confusi della propria fantasia malata.
Quanti malati mentali si accostano alle fonti energetiche e magiche che emanano dai vari Ordini.
Io voglio solo dare la mia testimonianza della salita costante che è avvenuta nella mia vita da quando ho veramente messo in opera i metodi antichissimi dell'Ordine e trasmessi da MRA.
Altri lo hanno fatto con cuore puro in altre parti del mondo e hanno ricevuto la stessa risorsa Eterna.
Il problema di MRA è che parla troppo franco, il problema di chi si gli avvicina, è che si vede abbacinare dalla profondità e conoscenza di ogni settore dell'occulto come mai visto prima.
E allora lo sciocco di turno, tenta di carpire informazioni per poterle utilizzare egli stesso a sua vantaggio. E quindi come una zecca malata pensa di succhiare miele e conoscenza. Ma il problema è che MRA è vecchio e non infante e conosce la mente umana, essendo capace di poterla guarire. Ma come ho avuto modo ben presto di comprendere egli conoscendola, è anche capace di metterla fuori strada per allontanare da se stesso esseri che come zanzare fastidiose gli si accostano.

Questo lo fa quando vede che le cose che trasmette sono solo passatempi e che in definitiva si rimane così come si e'.
E di verifiche sottili ne fa a decine ogni volta che tratta con coloro che specialmente pensano di essere arrivati ricevendo il primo grado da lui.
Come sempre egli dice e io ho imparato a mie spese: Il primo grado mette alla prova e i modi di messa alla prova, non sono mai conosciuti, e di solito fa esplodere il non sincero.
Da quello che so fino ad ora solamente un suo discepolo di un altra parte del mondo è passato OLTRE.
Tutti gli altri sono caduti nella rete della malizia di MRA che, fu tesa per scoprirne le malefatte interne usando la sua enorme capacita' di mettere FUORI PISTA.
Si. Se non si sta attenti ecco che si finisce a fare ben altro che praticare, perdendosi nei meandri della propria mente che come palude infettante portera' alla fine annunciata.
E' divertente e anche un poco sconsolante, leggere dalle pagine di MRA, le sue note sui discepoli quando vengono iniziati a qualcosa di più che un semplice dialogo. Ad ognuno di essi egli assegna una frase, che poi puntualmente si verifica!
Io rimango muto e osservo e benedico di essere passato indenne alle sue prove solamente per un motivo: SONO STATO SEMPRE ONESTO, TOTALMENTE ONESTO E NON MI SONO FATTO DEGENERARE L'ASPIRAZIONE DA GNOMI CHE APPAIONO IN OGNI VITA E CHE SONO PREPOSTI A DISTRARRE DALLE VERA RICERCA.
Avvenne anche a me l'apparizione dello gnomo. Ma lo riconobbi e lo respinsi quale incarnazione non umana che attentava sottilmente alla mia ASCESA.
Ahimeè quanti ne vedo soccombere...mi piange il cuore.
Ma la selezione è durissima.
Una cosa è parlare di Occultismo Esoterismo, Magia Alchimia ecc.
Un altra cosa praticarlo sul serio.
Ed in questo io sono stato fortunato solo per una cosa: SONO STATO ONESTO E QUINDI CAPACE DI RESISTERE ALLE PIU' DISPARATE PROVE CHE MRA MI SOTTOPOSE.
Se non lo si comprende e si prende per oro colato tutto quello che viene esposto, diventa un vero problema enigmistico.
Auguri di Buon Solstizio a te Maestro Caro che mi hai cambiato la vita.
Auguri anche da parte di coloro , che con cuore ingrato, ora non te, li fanno piu' perche' caduti nella fossa della loro follia dettata da una mente che tutto mostra: immagini, visioni, illuminazioni, rivelazioni, fuorchè l'unica cosa che deve fare: IL SILENZIO CHE DA SOLO INDICA LA VIA.
Beh, Maestro caro, in fondo non faccio altro che riecheggiare le tue stesse parole, e mi perdonerai, per indicare la VERA VIA.
Con commossa gratitudine a colui che mi ha reso l'Anima perduta.
EM-RA-IT
Posillipo,Giorno di Natale 2015
Per conto degli "ALTRI" AD ONOREM di
MRA, MAGISTER OA

martedì 15 dicembre 2015

MEDIANITA'.


MEDIANITA'


medianità e poteri diabolici
“Mentre andavamo alla preghiera, venne verso di noi una schiava che aveva uno spirito di divinazione: costei, facendo l’indovina, procurava molto guadagno ai suoi padroni” (At 16,16)

Gerarchie demoniache

Sant’Isidoro di Siviglia descrive così i demoni, rifacendosi al pensiero di Sant’Agostino:
“I demoni sono spiriti impuri, sottili e vaganti, soggetti nell’animo a passioni, razionali per intelletto, aerei nel corpo, eterni per il tempo, nemici dell’umanità, smaniosi di nuocere, tronfi di superbia, astuti nelle falsità, sempre nuovi nell’inganno. Essi agitano i sensi, sconvolgono i sentimenti, turbano la vita, inquietano il sonno, causano malattie, intimoriscono le menti, tormentano le membra, dirigono le sorti (i responsi divinatori), simulano oracoli con inganni, suscitano la passione d’amore, infondono l’ardore sensuale, si nascondono in immagini sacre; invocati si fanno presenti, si manifestano in forme verosomiglianti, assumono sembianze diverse, talvolta si trasformano in forme angeliche. Costoro caduti per superbia dalla sede celeste, dimorano ora nell’aria” (Cfr. Isidorus, Differentiae, II 28, 93: PL 83, 83)
Esiste un numero incalcolabile di demoni con funzioni differenziate ed appartenenti a gerarchie distinte: Noi siamo legione gridano i demoni a Gesù nella regione del Geraseni (cfr. Mc 5,9).
Non esiste una classificazione gerarchica uniforme, ma quella dello pseudo-Dionigi l’Areopagita e del Papa san Gregorio, rimangono il riferimento. Ci sarebbero nove cori di angeli classificati in tre categorie che, partendo dal grado superiore, sarebbero così ordinati:
– Serafini, Cherubini, Troni;
– Dominazioni, Principati, Potestà (o Potenze);
– Virtù, Arcangeli, Angeli.
Senza dubbio esiste tra i demoni la stessa gerarchia che troviamo tra gli angeli buoni, ma non sappiamo esattamente in cosa consista. Si ritiene che demoni come Lucifero e Asmodeo appartenessero alla schiera dei Serafini ed in quanto tali, sebbene decaduti, conservano tuttora una grande potenza.
Ogni demone, seppure votato al male in senso generico, possiede un particolare campo di azione che altri non possiedono.
Molti maghi e stregoni, oltre ad alcuni esorcisti, hanno redatto nei loro libri lunghe liste di nomi di demoni il cui valore è da considerarsi tuttavia dubbio. La teologia può dire molte cose riguardo ai demoni, ma sempre in maniera generale, lavorando su alcuni concetti.
I nomi che troviamo nella Bibbia sono:
Satana: nell’Antico Testamento viene anche chiamato “Satanasso”;
Diavolo: la Bibbia usa questa parola sempre al singolare e per riferirsi al più forte di tutti i demoni. Lo troviamo chiamato anche “Accusatore”, “Nemico”, “Tentatore”, “Assassino primigenio”, “Padre della menzogna”, “Principe di questo mondo”, “Serpente”;
Belzebù: termine che appare in “2Re 1,2” e che viene solitamente utilizzato come sinonimo di “Diavolo”;
Lilith: appare in “Is 34,14”;
Asmodeo: appare in “Tb 3,8 ; 3,17” ed in persiano significa “spirito dell’ira”;
Seirim: appare in “Is 13,21 ; Lv 17,7 ; Bar 4,35” e deriva dall’ebreo col significato di “peloso” o “maschio della capra”;
Demonio: parola che deriva dal greco e significa “genio”;
Belial o Beliar: dalla radice “Baal” che significa “signore”. Appare in “2Cor 6,15”;
Apollyon: appare in “Ap 9,11”. Il suo nome ebraico è “Abaddòn” che significa “perdizione” e “distruzione”;
Lucifero: nome extrabiblico che significa “stella del mattino”. Sebbene spesso accomunato con Satana, sembra che sia un altro Demonio, il secondo in importanza nella scala demoniaca dopo Satana stesso. La presenza attestata di entrambi i demoni in vari casi di possessione ha portato a questa tesi padre Amorth ed altri esorcisti.
Oltre alla evidente influenza operata in campo spirituale, i demoni possono a volte essere causa di malattie psichiche e fisiche e celarsi dietro paralisi o impedimenti fisici di vario tipo.
E’ tuttavia importante osservare una cosa : i  nomi di Gesù e Maria sembrano avere, nella cristianita' naturalmente, in altre religioni si usano altri no0mi...e questo potrebbe portarci MOLTO LONTANO...ma procediamo con la linea che è stata assunta qui; Quindi questi due nomi  hanno il potere di scacciare tutti i demoni. Durante gli esorcismi, infatti, gli spiriti maligni non pronunciano mai questi due nomi ma solo espressioni alternative (quella donna là, la signora, il capo, il padrone, ecc.), poiché anche la semplice pronuncia arreca loro straziante dolore e tormento. Ripeto qui si cela una delle profonde chiavi della Magia e della Iniziazione.
Se si soffre di disturbi di sospetta origine demoniaca, è possibile pregare Dio che ci liberi definitivamente dallo spirito responsabile e dai disturbi ad esso legati.  E qui troviao la rinascenza o rilettura dei riti antichissimi di guarigione riportati in auge anche dal Kremmerz nel secolo scorso e facenti parte della Taumaturgia.
E’ possibile anche ordinare con autorità al suddetto spirito di allontanarsi per sempre, reclamando la signoria di Gesù Cristo sulla propria persona (es. Nel nome di Gesù Cristo e per la potenza del Suo Santissimo Sangue io ti ordino spirito di (preveggenza, medianicità, odio, ira, sesso, invidia, ecc.) di allontanarti da me immediatamente e di non fare più ritorno, vai ai piedi della Croce e sarà Cristo Signore ad assegnarti la destinazione).
RIPETO SEMPRE PER I CRISTIANI E I CREDENTI CRISTIANI, PERCHE' IN ALTRE RELIGIONE QUESTO RISULTEREBBE...INEFFICACE DATI ALTRI MODI DI COMPRENSIONE DELLA CAUSA PRIMA CHE NOI CHIAMIAMO CRISTO IN ALTRI POSTI MAGARI KRISNA.

Dobbiamo tuttavia fare attenzione a non scambiare per demoniaco ogni problema quotidiano o impedimento che ci arreca delle difficoltà, poiché generalmente esistono delle concrete cause naturali. In questo ambito è importante il discernimento per non cadere vittime della suggestione, della fissazione e del fanatismo.
Ulteriori sussidi per la liberazione dall’influsso degli spiriti maligni, sono la preghiera di liberazione effettuata da un gruppo di preghiera adeguato e l’esorcismo da parte di un Sacerdote autorizzato dal Vescovo (vedi sezione specifica).

Doni diabolici e medianità

Oltre che ai propri consacrati, il Demonio conferisce a ignare persone comuni particolari poteri che possono essere interpretati come doti naturali o segni distintivi da utilizzare per emergere, dominare o aiutare gli altri. Nella quasi totalità dei casi questi poteri sono stati acquisiti per discendenza diretta o per lo sconfinamento nel mondo dell’occulto e dell’esoterismo.
Queste persone sono liete di scoprire in se stesse un potere fuori dalla norma, non si interrogano sull’origine di esso, se ne allietano, e rischiano di farne sempre più uso, aprendo così un varco agli spiriti maligni che finiranno per manipolare o possedere il malcapitato.
Nonostante queste “doti” del tutto particolari, se analizziamo in profondità queste persone, vedremo che mancano in esse i frutti  veri dello Spirito . Saranno infatti false, ipocrite, maldicenti, superbe, iraconde, nervose, lussuriose, lente al perdono, invidiose, avverse al sacro ecc. Accertando la radicalità di queste attitudini, potremo attestare con sicurezza che i doni che ne derivano non possono provenire dal Divino. Sappiamo infatti che la presenza dello Spirituale sviluppa in noi dei frutti che sono l’opposto di quelli elencati sopra: amore, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, modestia, continenza nei sensi ( leggete bene cosa intendo per favore...non sono diventato chierichetto tutto di colpo....).
A conferma di quanto detto si attesta che chi rinuncia risolutamente ad ogni dono occulto, vede di fatto cessare ogni capacità fuori dal normale. I che indica DA DOVE VERAMENTE VENGONO I POTERI CHE SONO CONCESSI SENZA MERITO DI ASCESI PROPRIA...E QUI ENTRIAMO NEI "PATTI", FATTO PROPRIAMENTE MOLTO MA MOLTO PERICOLOSO.E NELLA MEDIANITA' MOLTO MA MOLTO SPESSO SE NON SEMPRE QUESTO E' DI ROUTINE, IN QUANTO GLI ESSSERI CHE SOPRAGGIUNGONO PER ACCELERARE IL MAGNETISMO DELL'UOMO CHIEDONO QUALCOSA...INFATTI I MEDIUM MOIONO QUASI TUTTI GIOVANI E SONO SEMPRE MALATI.
 Ciò non è tuttavia facilmente applicabile in quanto il percorso che porta a questa liberazione richiede impegno, umiltà, abnegazione e disponibilità a  Lavorare seriamente su se stessi!

Talvolta questi poteri vengono conferiti anche in contesti religiosi come chiese e santuari per convincere della loro provenienza divina. In altri casi si riscontra che qualche antenato possedeva poteri di questo tipo.
C’è comunque da dire che difficilmente questi falsi doni divini possono essere conferiti ad una persona con una vita INIZIATICA attiva.
L’autentico dono del Divino si sviluppa in seno ad un VERO MAESTRO CHE NULLA VUOLE DA VOI, con una vita INIZIATICA autentica e genuina, sottomettendosi alla volontà divina e lontano da ogni forma di esibizionismo.
Un tipico esempio di dono diabolico, in chiave cristiana, essendo la tradizione dell'europa ed occidentale piu' conosciuta lo troviamo   negli Atti degli Apostoli, dove una donna segue l’apostolo Paolo e rivela ai passanti che egli è veramente un servo di Dio che annuncia la salvezza (cfr. At 16,16-18); l’esortazione è obiettivamente buona ed il dono di conoscenza sembra veramente provenire da Dio, ma l’episodio si conclude con l’apostolo che scaccia da costei lo spirito di divinazione che lo stava importunando ( MEDIANITA'....). In questo caso Paolo ha riconosciuto la contraffazione del dono perché illuminato dallo Spirito Santo.
Il concetto di “dono diabolico” non è molto conosciuto in quanto ogni fenomeno extra-ordinario è stato gettato nel calderone dei “fenomeni paranormali”, espressione adattata e addolcita per una società troppo interessata allo straordinario ma ben poco sull’origine di esso.
La storia ci insegna che in seguito al dilagare dello spiritismo agli inizi del XX secolo, nasce la cosiddetta “parapsicologia” o “scienza metapsichica”, nel tentativo di combinare i presupposti del materialismo ateo, propri dello scientismo positivista, con le teorie spiritiste che erano state inizialmente rigettate.
Attualmente la parapsicologia si auto-propone come una corrente scientifica moderna in grado di spiegare l’uomo in tutte le sue dimensioni, riconoscendo tuttavia i suoi limiti nel non poter spiegare scientificamente alcuni fenomeni rientranti nella categoria dei cosiddetti “poteri della mente”. Tra questi fenomeni, molti dei quali sono riscontrabili nell’ambito dello spiritismo, troviamo:
– Apparizione (visione di una persona o un animale che però non è presente fisicamente);
– Apporto (improvvisa comparsa di oggetti inanimati, piante o animali);
– Asporto (sparizione di oggetti inanimati, piante o animali);
– Chiaroveggenza (il vedere o prevedere cose sconosciute agli altri);
– Cold reading = lettura a freddo (leggere nel pensiero altrui);
– Dermografie o Dermografismi (lesioni dei tessuti organici o semplici arrossamenti della pelle, che imitano disegni o parole, anche di carattere sacro);
– Diagnosi chiaroveggente (effettuare diagnosi cliniche senza conoscere niente di medicina);
– Ectoplasmia (formazioni plastiche fuoriuscenti dal corpo del medium);
– Emografia (comparsa di scritte di sangue sugli oggetti);
– Esperienze Extracorporee (O.B.E.)
– Esperienze pre-morte N.D.E. (ritrovarsi in un ambiente che lascia intravedere l’ingresso all’aldilà);
– Eteroscopia (vedere distintamente gli organi altrui);
– Fantasmogenesi o Materializzazione o Stereosi (comparsa di entità materiali con sembianze umane o animali);
– Fenomeni luminosi (bagliori, flash, UFO...ecc.);
– Fotogenesi (generazione di fenomeni luminosi in alcuni animali e vegetali);
– Illusione/paralisi ipnagogica o ipnopompica (sperimentare strani fenomeni o presenze nello stato di dormiveglia);
– Impronte spiritiche e calchi medianici (calchi di mani, braccia e piedi, operati da entità invisibili);
– Incombustibilità (tipiche sono le “passeggiate sul fuoco” -pirobazia- in cui si cammina su braci ardenti senza ustionarsi);
– Incorporazione (il venire impossessato da una entità spirituale che può riprodurne i tratti somatici: trasfigurazione);
– Infestazione (Apparizione ripetuta di una persona defunta o entità in un determinato luogo);
– Levitazione (sollevarsi dal suolo e muoversi in varie direzioni senza concorso esterno);
– Penetrabilità (il corpo della persona, colpito o trapassato da una lama, non ne resta ferito);
– Pirogenesi (produzione di fuoco senza cause apparenti);
– Poltergeist (fenomeni caotici inspiegabili quali incendi, sassaiole, caduta di oggetti, oscillazione di porte e finestre, ecc.);
– Precognizione o preveggenza (capacità di prevedere eventi futuri);
– Profumi, fetori, suoni, musiche (che si sentono nella sala della seduta medianica, durante la seduta stessa);
– Psicocinesi o Telecinesi (facoltà di spostare gli oggetti con il potere della mente);
– Psicografia (imprimere mentalmente su lastra o pellicola fotografica l’immagine alla quale il sensitivo sta pensando);
– Psicometria (conoscere la vita della persona che ha posseduto un determinato oggetto, al semplice contatto con lo stesso);
– Psicometria ambientale (visione sostitutiva dell’ambiente in cui ci troviamo con un altro remoto);
– Rabdomanzia (trovare cosi d’acqua sotterranei o altri oggetti):
– Raps (anomali scricchiolii e rumori degli arredi in legno);
– Remote viewing = visione remota (vedere luoghi remoti);
– Retrocognizione (conoscenza di un evento avvenuto nel passato);
– Sensitività (fare l’identikit di una persona semplicemente vedendola o dalla sua foto);
– Scrittura automatica (scrivere in un foglio frasi guidate da una forza invisibile);
– Scrittura diretta (apparizione di scritte senza alcun contributo umano);
– Telepatia (capacità di comunicare con la mente senza l’utilizzo di altri sensi o strumenti);
– Termogenesi (produzione di calore senza cause apparenti);
– Transcomunicazione strumentale (“voci” e canti ottenuti al registratore (psicofonia), immagini “extra” che si formano sul televisore (psicovisione), le “telefonate dell’aldilà”, i messaggi al computer, gli “extra” che vengono trovati sulle fotografie, ed altri effetti inspiegabili che arrivano attraverso le più svariate apparecchiature tecnologiche);
– Voce diretta (voci che si diffondono nell’ambiente senza causa apparente);
– Xenoglossia (parlare lingue sconosciute, remote o scomparse);

TUTTE QUESTE COSE SONO FUORI DALLA AUTENTICA INIZIAZIONE ED ASCESA VERA! E SONO ANCHE FUORI DAGLI INSEGNAMENTI SOLARI DELL'ORDINE AMMONIO. QUANDO SI MANIFESTANO SONO SOLO COSE SPURIE E LASCIANO IL TEMPO CHE TROVAN, ESSI DEVIANO DALLA META! CHE E' DIVENTARE UN DIO E QUINDI ESSERE INFINITAMENTE OLTRE TUTTI QUESTI PICCOLI POTERI SOLO TERRESTRI!!!
SO DI SHOCCARE MOLTI MA E' ORA DI DEMARCARE  UNA LINEA PRECISA UN SOLCO TRA LA TRADIZIONE CHE PORTO E TUTTI I FENOMENI DA BARACCONE CHE VI INGANNANO E CHE VI VOGLIONO ABBINDOLARE COME IL PIFFERAIO MAGICO...ALTRO CHE MEDIANITA'!
LO SO CHE IL MIRACOLOSO ATTIRA...E PROPRIO PER QUESTO E' PERNICIOSO NELLA VERA INIZIAZIONE E CHI MIRA A CIO' NON SI LIBERERA' MAI IN QUANTO OGNI POTERE E' SEMPRE...FRUTTO DELA MENTE E LA MENTE PONE IN SCHIAVITU' L'UOMO! IL SUO SILENZIO LO LIBERA PER SEMPRE!
Il pericolo della “parapsicologia” consiste nel fatto che si presenta come scientifica e mira a raggruppare tutta una serie di elementi che non hanno tra di loro alcun nesso e spaziano dall’occultismo allo spirituale, all’accidentale, mescolandoli arbitrariamente. In realtà, malgrado un tentativo iniziale di essere scientifici, i primi parapsicologi erano per lo più dotati di una mentalità razionalista, settaria , che non ha mancato di influenzarne le ricerche fino ad ostacolarne l’obiettività scientifica.
Tutti i fenomeni che la parapsicologia classifica come “fenomeni paranormali”, “poteri metapsichici” o “sensitività”, verranno da ora in poi definiti con il termine più corretto di medianità...
La medianità è considerata necessaria per avere il potere di fare le carte, per usare il pendolo, per la rabdomanzia, per guidare le sedute spiritiche e cose similari; tutte cose che riguardano il coinvolgimento di entità spirituali non ben definite. La medianità è costituita soprattutto dalla manifestazione di ciò che i New Agers, gli spiritisti e gli esoterici chiamano “spiriti guida” oppure “presenze” che si legano a coloro che praticano lo spiritismo e alcune forme di magia, o ai loro discendenti, anche per due o tre generazioni.
Ad esempio, tutti coloro che si proclamano “guaritori” sono medianici. La medianità e le guarigioni medianiche si differenziano nettamente dalla VERA CONOSCENZA CHE GUARISCE e dalle guarigioni DETTATE DA ESSA. In quest’ultimo caso infatti la guarigione avviene sempre in un contesto di VERA ASCESA ( ATTENTI NON ASCESI...) in cui è chiara l’azione del Divino, mentre nell’altro caso è conseguenza di un presunto potere umano.
Fino a qualche anno fa, la medianità veniva generalmente acquisita da coloro che praticavano la cosiddetta “magia popolare“, usata da mamme e nonne che praticavano il famoso rito “dell’acqua e dell’olio” per scoprire eventuali fatture che potessero avere colpito i familiari; oppure tutte le altre operazioni magiche che andavano dal “tagliare i vermi”, per eliminare i parassiti intestinali nei bambini, all’eliminazione delle verruche, fino a “legare” fidanzati o coniugi per mantenerli in tale stato.

In occasioni di questi riti venivano abilmente mescolate formule magiche e preghiere, facenti parte della cosiddetta “falsa pietà” (una specifica forma di superstizione). Tutto ciò contribuiva a fornire una patina di religiosità anche negli ambienti fortemente contaminati dalla superstizione, rendendo quindi la magia più accettabile. Purtroppo è doveroso affermare che queste pratiche si sono diffuse a macchia d’olio. 


Per fissare i concetti base, la medianità si acquisisce:
– Mediante qualche sconfinamento nel mondo della magia, dell’occulto e dell’esoterismo: sedute spiritiche, corsi di Reiki e similari, Yoga, discipline olistiche, negromanzia, stregoneria, riti satanici, sette esoteriche, ecc. (medianità acquisita).
– Per nascita, da genitori medianici (medianità congenita).
– Avendo rapporti sessuali , con qualcuno affetto da medianità (medianità acquisita come vessazione o invasione).

I sintomi legati alla medianità, sempre presenti nei cosiddetti “sensitivi” e “medium”, sono i seguenti:
– Sessualità: violente tentazioni sessuali, vita sessuale sregolata ed inarrestabile, ecc.
– Matrimonio: enormi difficoltà nel condurre una vita sessuale soddisfacente nel contesto del proprio matrimonio (impotenza, frigidità, vaginismo), impossibilità di serena convivenza, tentazioni di adulterio, estrema difficoltà di comunicazione, continue liti immotivate, ecc.
– esoterismo ed effetti paranormali: attrazione verso l’esoterismo e l’occultismo, desiderio di acquisire poteri magici, sogni premonitori, fenomeni di preveggenza, elettrodomestici che si accendono e spengono inspiegabilmente, rumori notturni in casa, molestie sul corpo, esperienze “OBE” (Out of Body Experience), ossia i cosiddetti “viaggi astrali” o “viaggi fuori dal corpo”, ecc.
– Religiosità: freddezza dentro di se, difficoltà a concentrarsi, senso di disgusto per il DIVONO E IL SACRO, sensazioni interiori di bestemmia che salgono alle labbra, immagini oscene che affiorano alla mente specialmente quando si prova a praticare esercizi superiori o di silenzio mentale e rutuali di ascesa e purificazioni varie ( intendete bene), desideri di fare patti per i poteri, false apparizioni, ecc.
– Disturbi mentali: depressioni, psicosi, ossessioni, propositi di suicidio, tendenze ad uccidere, volontà di arrecare del male, ecc.

E’ fondamentale ricordare che non possiamo escludere una situazione di medianità solo perché non si verificano fenomeni particolari o strane intuizioni e preveggenze. Può esistere infatti una medianità latente che si manifesta silenziosamente arrecando tuttavia non pochi disagi nella vita della persona. In questi casi è ancor di più necessario individuarla e combatterla adeguatamente. Ciò non è tuttavia sempre facile, perché la maggior parte di coloro che ne sono colpiti non lo sanno, non sono portati a crederlo, ed in molti casi sono convinti che, anziché un fardello di cui liberarsi, si tratti addirittura di privilegio rispetto alle altre persone che ne sono prive.
Le principali armi contro la medianità restano IL SILENZIO DELLA MENTE E LE PRATICHE DI CONCENTRAZIONE ASSOLUTA E ASCESA INTERIORE QUOTIDIANE,( IN SENSO MAGICO SIA CHIARO...PER CHI LA CONOSCE. ) la preghiera MAGICA ED IMPRECTORIA di liberazione, la preghiera durante il rapporto sessuale ( IN QUANTO QUANDO SI FA SESSO SI APRONO CERTE PORTE CHE PORTANO NEL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO DIVERSI ESSERI SE NON SI SA E ANCHE SE SI SA...COME FARE. MA UESTA E' ALTA MAGIA CHE NON PUO' ESSERE SPIEGATA QUI.MRA). 
MI FERMO QUI...E SPERO DI AVERE FATTO COMPRENDERE CHE LA MEDIANITA' NON E' UN POTERE AL CUI ASPIRARE DIVENTANDO COME UNA PROSTITUTA DELL'OCCULTO...
OCCHIO DUNQUE A COLORO CHE SI VANTANO DI POTERI MEDIANICI PERCHE' ULTIMO AVVERTIMENTO: LA MEDIANITA' ATTACCA ED UNA VOLTA PRESO IL VIRUS...

MRA
Riccardo Villanova
Per Conto dell'Ordine Ammonio che ho mantenuto puro dai contraffattori.

IL CIBO DEGLI DEI ED IL VERO VAMPIRISMO

IL CIBO DEGLI DEI ED IL VERO VAMPIRISMO

Siamo cibo di altri, siamo una fattoria da allevamento che altri hanno posto su questo pianeta chiamato da noi Terra.
In questo posto è stato posto un LUOGO dove poter fare incarnare le energie eterne chiamate ANIME per un piano particolare.
Lo conoscete quale sia questo piano?
Non credo...
Questo piano è IL DESIDERIO DI ALCUNI DI ESSERE IMMORTALI QUI NELLA MATERIA E NON LI NEL SOTTILE O COME ALTRI LO CHIAMANO...SPIRITO.
Ma come sapete voi avete bisogno di carburante, di cibo per sopravvivere altrimenti non potreste esistere.
Anche i Santi che si cibano solo di un ostia , o gli yoghi che non mangiano nulla...aparentemente non si cibano, ma ad occhi esperti appare il cibo molto sottile che ssi consumano per rimanre presenti qui sulla terra in forma materiale.
OGNI COSA CHE VIVE NELLA MATERIA O GRADAZIONE DENSA HA BISOGNO DI "MANGIARE!"
In pratica esistono due tipi di immortalita' raggiungibili.
La prima nel sottile e nel cosidetto spirito.
La seconda qui nel cosidetto corpo.
La croce ci spiega tutto cio' con dovizie di particolari e ci ventila la possibilita' di avere due tipi di immrtalita'.
Una VERTICALE e una ORIZZONTALE.
Ora: E' necessario per la seconda avere CIBO E SEMPRE A SUFFICIENZA.
E' quello che io intendo per il VERO VAMPIRISMO.
Ho fatto parlare nell'articolo precedente sul vampirismo, quello che si sa nel folklore, ma l'Ordine Ammonio o Tadizione Antica Genuina...cosa afferma?
Essa afferma che per coloro che scelgono di essere immortali nella materia vi è BISOGNO DI CIBO!!!
Ecco che da qui sono nate molte storie ed idee...
Il cibo degli Dei, il NETTARE E L'AMBROSIA SONO STATI CONFUSI CON COSE CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON ESSI, ADDIRITTURA CON LE DROGHE...
ma basta chiedersi dove risiede la vita per comprendere il perche' molti nascostamente si sono votati al tipo di immortalita' orizzontale e quindi hanno bisogno di cibo.
So benissimo che si pensera' al sangue e ad altri fluidi umani per questa cosa, e so benissimo che cio' proviene dal fatto che un antichissima razza venne qui sulla terra e si nutriva e si NUTRE di sangue umano. PLASMA.
ma questo è un SOPRAVIVERE legati alla Terra non un VIVERE pienamento nella dimensione materiale che non è solo il pianeta Terra...
Mi intendete?
Non posso parlare piu' chiaramente ma vi ho lumeggiato la visione antica che l'Ordine Ammonio veicola e mantiene da millenni oltre ad altre ed assolute verita' che svelano TOTALMENTE IL SEGRETO...o quello che è ritenuto tale.
Quindi questo nettare ed ambrosia indicano VERAMENTE due sostanze che devono portare all'Immortalita' cosi' come in oriente queste due sostanze si uniscono formando L'AMRITA....
Le chiavi sono molte e sono totali e disperse sul globo terracque ad arte da coloro che non vogliono minimamente che sappiate cio'...
Quindi cio' che in un posto è due in un altro è diventato uno dimostrando il passo successivo...
INTENDETE?
Questa è ALCHIMIA...non le sciocchezze che si sentono e leggono in giro...specialmente da quando mi sono spinto a scriverne e parlarne da un anno a questa parte...anche dalla citta' piu' alchemica del mondo... ;-) eheheh
Ma lasciamo perdere le amenita' e che ci caschi chi deve....o per bramosia o per follia...e osserviamo dritti l'obbiettivo che si staglia dritto innanzi anoi, con buona pace di chi lo HA PERSO PER SEMPRE!
Le indicazioni le ho date...a VOI LA CERCA DEL SANTO GRAAL....TOH...GUARDA CASO UNA COPPA DOVE SI MISCHIANO IL NETTARE E L'AMBROSIA DIVENTANDO AMRITA...
Un inchino a tutti sia a chi mi apprezza che a chi non mi apprezza, sia a chi mi ama che a chi non mi ama sia a chi vuole che io viva e a chi desidera la mia morte.
Sapendo ed essendo conscio  CHE OGNUNO PER SEMPRE AVRA' QUELLO CHE AUGURERA' AL PROSSIMO SUO...
OCCHIO QUINDI CHE COME DETTO...NULLA E' GRATIS NELLA VITA E OGNI PENSIERO SI PAGA MOLTO CARO...MOLTISSIMO!!!
MRA
Riccardo Villanova
Per nome dell'Ordine Ammonio che fino ad ora HO MANTENUTO PURO ED IMMACOLATO DALLA BRAMA ALTRUI.

IL CIBO DEGLI DEI_PODCAST

http://www.spreaker.com/user/8184256

SECONDA LEZIONE DI MAGIA SEMPLICE CHE TUTTI DOVREBBERO CONOSCERE

venerdì 11 dicembre 2015

DIMAGRIRE CON L'ALCHIMIA

CHI ENTRA E CHI ESCE


CHI ENTRA E CHI ESCE.
Di Ob-Na-Ik

C'è sempre chi entra e chi esce nelle porte dei templi . 
C'è sempre l'occhio vigile di chi legge nell'anima e nel cuore di chi bussa e non dice non perché la LEGGE dice che ognuno, anche se ha cuore malato , deve essere PROVATO.
C'è questo compito ingrato da parte di colui che è assegnato a ciò'. 
Non è semplice bussare ad un Ordine come l'Ordine Ammonio( nome conosciuto dai più' ma NON NOME VERO COME SEMPRE QUESTO ORDINE SI SCHERMA DA MILLENNI PER EVITARE I PROBLEMI CHE DI SOLITO AVVENGONO IN QUESTI CASI, DIFATTI VERO NOME VIENE RIVELATO SOLO ALL'ULTIMO GRADO DI SAPIENZA QUANDO DOPO AVER VERAMENTE PROVATO L'ESTASI VERA NON è PIU' POSSIBILE TRADIRE LA RISERVATEZZA RICHIESTA).
Non è facile perché è un ordine differente ed essendo individuale, si ha la sensazione che si è lasciati a se medesimi e questo deve essere ed accadere tutti sono pastori, chi arriva a questo ORDINE è PASTORE DI SE STESSO.
Ma non ci si riesce facilmente perché si è abituati nella vita a prendere ordini e quindi a fare quello che gli altri dicono e non quello che il proprio NUME dice.
Ed è cosi' difficile che esso appaia. Di solito quando viene detto che sta apparendo, egli è L'ANGELO DELLA FINESTRA D'OCCIDENTE.
E può' anche sgolarsi il nostro MRA nel consigliare il libro del Meyrink con il medesimo titolo e non appena qualcuno afferma di averlo sentito ed ascoltato il proprio nume MRA cade nel silenzio e diventa inconsolabile.
Egli sa che è troppo presto e quindi capisce che è SOLO L'EGO SMISURATO CHE SI E' GONFIATO E STA PER ESPLODERE...
E onestamente a me mi fa male leggere le pagine private che mi scrive ogni tanto ( lo conosco da ben 21 anni ed è diventato per me un esempio sia per la sua correttezza sia per la sua malizia abile nel provare ogni discepolo che gli si avvicina quante litigate
Emoticon smile
ma sono qui e sono passato per sua indicazione. Non lo dimenticherò' MAI.
Egli appena osserva una vescica che si gonfia di ego riempita sotto le PROVE sottilissime che egli compie ( proprio simile a Lao Tze, sagace, sottile, come il Drago che non si sa mai dove vada e da dove viene, ma dopo tutto non mi stupisce, vivendo egli nel reame delle IDEE INTELLIGIBILI), come ho detto, si addolora. 
Conta i giorni e poi mi arriva una lettera con scritto: BOOOOOM!!!
E io so che un altro è caduto, ed infatti arriva la notizia delle morti bianche iniziatiche.
Ed il bello che l'ego di chi cosi' soccombe mostra loro che questa è la cosa migliore, anche perché' nella sua malizia, MRA, ha dato a costoro MOTIVI PER DUBITARE DI LUI. 
Egli li prova come il ferro nella fucina.
Oh come mi ricordo, come fu difficile, ma COME SONO GRATO di essere passato per la sua fucina, fatta di trucchi e trabocchetti per PROVARE LA MIA FEDELTÀ'.
Non posso dire cosa faccia e come lo faccia, non posso dire nulla.Fa parte delle regole antichissime dell'Ordine , che per questo motivo è sempre stato ESCLUSIVISSIMO e RISERVATO ai pochi.
Per questo motivo MRA tempo fa fondo' un Ordine più' semplice che fosse spogliato da tutto ciò'.
Mi disse: " C'è troppa gente che bussa, ma troppa gente che non è in grado, poiché' incensa solo se stessa, ed appena è provata, esplode non chiedendosi nulla ma facendosi guidare solamente dalle proprie emozioni e condizioni che io stesso alimento e stimolo. Peccato, dovrò' creare qualcosa di più' semplice per coloro che ancora non riescono a camminare sulle nuvole come i CAMMINATORI DEL VUOTO"
E cosi' ha fatto.
Ma ancora: C'E' CHI ENTRA E C'E' CHI ESCE PER PROPRIA CAUSA E NON RESISTENZA ALLE PROVE DI COLUI CHE PER ME E' L UNICO MAESTRO FINO AD ORA INCONTRATO NEL MIO PEREGRINARE PE IL MONDO.
Mi ricorderò' ancora come 21 anni fa, dopo un viaggio in amazzonica, viaggi scampanii altre esperienze, dopo che pazientemente mi ascolto', mi fece una sola domanda che mi lascio' nella confusione:
"Ok. Ma dove sei giunto? la mente tace? Sei padrone di Te?Puoi vivere nel Non tempo?Cosa hai realizzato da tutte le visioni che hai avuto?"
Beh, io risposi come potevo parlando di intuizione accresciuta. Ma dovevo ammettere che la mente correva a mille, l'emozione anche, la sofferenza anche,e che quindi erano state solo viaggi belli per le esperienze fatte ma che ora bisognava veramente cominciare a rimboccarsi le maniche.
Cosi' feci e cosi' mi fece giungere!
Ho deciso di parlare perche' so che altri SONO USCITI con sommo dispiacere di MRA che non poteva impedire ciò' essendo caduti sotto la sua malizia di forgiatura del carattere e della prova di FEDELTÀ'.
MRA ha sempre combattuto da solo ogni battaglia e continuerà' a combattere da solo, non per nulla è la risorgendo di un nobilissimo personaggio con un coraggio come pochi sulla faccia della Terra, che ne calcarono il suolo.
Sara' per sempre un GUERRIERO e come guerriero sarà' SPIETATO e AMOREVOLE AL TEMPO STESSO
Io vi auguro di poterlo VEDERE nella sua propria vera natura e non nella maschera in cui si cala.
MRA: TI PREGO DI NON VOLERMENE E DI PERDONARMI: ma dovevo parlare!
CON AMORE IMMENSO, RICONOSCENZA VERA DETTATA DALL' AVER TOCCATO CON MANO E NON DALL' AVERE SOLO UDITO E CREDUTO:
GRAZIE DI AVERMI STRAPPATO ALL'ILLUSIONE!
RINGRAZIO L'ETERNO DI AVER CONOSCIUTO UNO DI COLORO CHE ANCORA TRASMETTE LA GENUINA TRADIZIONE INDIVIDUALE, UNICA PER LA SALVEZZA E L'IMMORTALITA'.
PER SEMPRE GRATO PER L'INDIPENDENZA DONATAMI:
Ob-Na-Ik
ORDINE OSIRIDE EGIZIO ORGINALE
O.A.
PS Di MRA
QUESTE SONO COSE CHE MI INFASTIDISCONO...MA LA PERSONA CHE HA SCRITTO APPROFITTA DELLA MIA DEBOLEZZA PER LEI E QUINDI LO HA FATTO. CHIEDO VENIA A TUTTI.NON AMO QUESTE COSE.MA SO CHE SONO DETTATE DALL'AMORE...ED ALL AMORE TUTTO E' CONCESSO...SI SA'!
MRA

IL MECCANISMO DI CONTROLLO E GLI STATI MISTICI_ PODCAST

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giovedì 10 dicembre 2015

IL FUMO UCCIDE...MA NESSUNO DICE COSA FARE PER LIBERARSENE...TROPPI INTE...

VAMPIRISMO E LILITH...PODCAST

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VAMPIRISMO

VAMPIRISMO


Il vero vampiro è orribile a vedersi. Magro e peloso nello stato di veglia, diventa, quando giace ben nutrito nella sua bara, grasso e gonfio da scoppiare. Il sangue fresco gli cola dalla bocca, dal naso e dalle orecchie. La sua pelle è fosforescente e il suo alito fetido. (Roland Villeneuve, vampirologo e demonologo, in Loups-garous et vampires - Lupi mannari e vampiri)

Questa citazione, presa da Roland Villeneuve, è a sua volta ripresa da Prospero Lambertini, alias papa Benedetto XIV, in un testo del Settecento. Come si può ben constatare questa descrizione della figura del vampiro ha un qualcosa di ripugnante e abominevole che si discosta di molto dalla tradizione letteraria e cinematografica cui siamo oggi abituati. Diffusa anche nel corso dell'Ottocento, questa visione era però destinata ad essere dimenticata grazie ai successi di alcuni importanti autori del romanzo gotico, che proprio in quel periodo iniziavano a diffondersi per l'Europa.

Il vampiro gentiluomo, quella figura carismatica, con un forte fascino, in grado di attirare a sé la vittima senza troppo sforzo, nasceva nel 1819 quando il medico John Polidori, diede alle stampe il suo romanzo breve Il Vampiro, il cui protagonista, Lord Ruthven, era ricavato dall'amato/odiato Lord Byron. Da qui in poi il vampiro, in letteratura, ottenne sempre maggiori successi, passando per Carmilla, la vampira di Le Fanu, e per Varney, vampiro che animava i classici fascicoli a puntate, per finire con l'apice massimo del genere, quel Dracula di Bram Stoker che fuse in se parte degli elementi folcloristici europei e parte dei topos letterari del tempo, realizzando una sintesi perfetta e al contempo originale sull'argomento e un'avventura senza tempo e appassionante.

Etimologia del nome:

I vampiri, come tramandato dalla tradizione, sono morti che tornano dalla tomba per succhiare ai viventi l'essenza vitale (preferibilmente il sangue). Il termine vampiro ha origine slava: riconducibile alla radice -pi, mago, stregone, e al verbo lituano wempti, bere, succhiare. Chiamati vampir in Serbia e Bulgaria, upier in Polonia, upir in Russia, si distinguono non solo per i nomi, ma anche per caratteristiche e modus operandi e, per lungo tempo, sono stati considerati tutt'altro che un parto fantastico di leggende perse nel tempo.

Le origini del mito:

Le origini dei vampiri sono antiche quanto il mondo stesso: non sono pochi, infatti, i ritrovamenti archeologici che indicano quanto antica fosse la paura del vampirismo. Ad esempio in molte necropoli preistoriche sono stati rinvenuti resti con pietre piantate sul corpo probabilmente per impedire al morto di tornare dall'aldilà. Il più antico testo vampirico di cui si è a conoscenza è, poi, una tavoletta babilonese conservata al British Museum su cui è incisa una formula magica che serve a proteggere dai demoni succhia sangue, gli etimmé.

Nella tradizione ebrea antica è poi presente l'aluka (succhiasangue), un essere che assale i viandanti che si sono persi nel deserto: non a caso tra i precetti della Torah c'è anche il divieto di bere il sangue, veicolo dell'essenza vitale degli esseri viventi, probabilmente ricordo delle antiche paure vampiriche. La stessa figura biblica di Lilith, che riprende il demone assiro di lilitu, era un demone di genere succubus (la versione femminile degli incubus, demoni dalla forma spettrale piuttosto che corporea). Prima, malvagia moglie di Adamo, essa è ritenuta nella tradizione ebraica la madre di tutti i vampiri: come tutte le succubi, è golosa di seme umano e per questo entra di notte nel letto degli uomini per prosciugarli della loro forza vitale. Da Lilith discendono anche le lilin, che succhiano il sangue dei bambini. Secondo la tradizione, se un bambino sorride nel sonno durante la notte del sabato ebraico, si dice che sta giocando con Lilith: per salvarlo, gli si strofina il naso per tre volte e si dice la frase augurale: Adamo, Eva, fuori Lilith !

Anche greci e romani avevano una loro mitologia vampirica, perlopiù rappresentata da vampiri di sesso femminile, che si unisce con una certa tradizione sciamanica europea. La lamia, ad esempio, regina dei succubi, è una sorta di strega, che a volte appare in forma di bella fanciulla, a volte come vecchia donna, a volte anche con sembiante animale, preferibilmente un serpente con la testa di donna. Nella Roma antica, poi, si aggiunge anche la stix, diretta antenata delle strie italiane e degli strigoirumeni. Dalla forma d'uccello rapace e assetata di sangue, che beveva con un lungo e affilato becco, viene così descritta da Ovidio:

"Si dice che strazino i fanciulli ancora lattanti e pieno di sangue tracannato abbiano il gozzo. Hanno nome di strigi: causa del nome è che sogliono di notte orribilmente stridere".

Altra letale fanciulla era l'empusa, che per una particolare malia, appare come una splendida fanciulla, quando in realtà nasconde mostruose e ripugnanti fattezze (ha un piede di bronzo e un dito streco d'asina). Come le mormos, vampire un po' più gradevoli, erano al servizio di Ecate, dea della notte, della magia nera e protettrice delle streghe.

Così la descrive James Robinson nella miniserie Vertigo Witchcraft:

"Ecate. Regina delle tenebre. Regina della notte. Colei che ha tre corpi e tre teste. Vergine, madre e vecchia. Cielo, terra e inferno. Artemide, Diana e Proserpina. Colei che non ha nome. Regina dei fantasmi. Regina delle streghe".

E arriviamo al primo racconto sui vampiri: Filostrato, riporta nella Vita di Apollonio di Tiana, la storia del giovane Menippo che salva il suo maestro Apollonio dalle terribili trame di una empusa, utilizzando una lingua sciolta e tanta fantasia.

Testimonianze ancora più importanti sui non-morti dell'antica Roma ci pervengono dal resoconto di un certo Flegone Tralliano, liberto dell'imperatore Adriano, che narra la vicenda di Philinnio, giovane morto e che ritorna, con il consenso degli dei, per amore di una giovane, Machate. Il giovane è scoperto dai genitori, e quest’incontro lo riporta alla morte, sembra definitivamente; ma la popolazione si rivolge al saggio Ryllus, che ordinò loro che per nessuna ragione permettessero che il corpo di Philinnio fosse ricollocato nel sepolcro, ma si assicurassero che fosse immediatamente incenerito in un luogo lontano, fuori dalle mura della città.

Le epidemie:

Da questi primi miti greco-romani, probabilmente influenzati da miti più antichi provenienti dall'Oriente o forse reminescenza di leggende nate quando il mondo aveva un unico continente, Pangea, la leggenda del vampiro si è diffusa nell'Europa dell'Est e da qui in tutto l'Occidente. Questa, però, si rivelò molto più di una semplice leggenda, ma una vera e propria epidemia, che venne documentata fin dal Seicento. Si parte dal 1672 in Istria con il vampiro Giure Grando di Coriddigo, quindi in Grecia (1701), Prussia Orientale (1710 e 1721), Ungheria (1725-30), Serbia (1725-32), Slesia (1755), Valacchia (1756), Russia (1772) e via discorrendo. In ognuno di questi casi gli inquisitori produssero una vasta e dettagliata documentazione, in cui venivano descritte di esumazioni di cadaveri, che presentavano crescita di capelli e unghie dopo la morte, colorito acceso e che emettevano urla strazianti e inumane una volta che veniva tagliata loro la testa e infilato un paletto nel cuore, il tutto rilasciando dalle ferite così inferte fiotti di sangue fresco. Molte furono le personalità che si occuparono di vampiri, ottenendo, a buon diritto, il titolo di vampirologi (Dom Augustin Calmet, Collin De Plancy, Montague Summers), ma la summa sull'argomento è un'opera di oltre 900 pagine redatta dall'abate Augustin Calmet, Dissertation sur les Apparitions des anges, des démons e des esprits et sur les revenants et vampires de Hongrie.

Calmet raccolse nel suo tomo tutte le testimonianze e le leggende sui vampiri (denominati revenants, spettri che ritornano), cercando anche di dare spiegazioni razionali ai fenomeni: morti apparenti, differenti gradi di decomposizione, e altre ancora. La spiegazione che però l'abate proponeva più spesso era quella soprannaturale: i vampiri erano infatti considerati da Calmet dei veri e propri demoni, che conservavano dopo la morte una vera esistenza. Essi erano in grado di uscire dalle bare attraverso dei fori praticati sulla bara, probabilmente smaterializzandosi e rimaterializzandosi, e quindi andavano tra i vivi in caccia del sangue necessario per proseguire la loro immonda esistenza.

A questa maledizione ci si poteva opporre solo con la Magia Postuma, dal titolo di un trattato del 1706 di Ferdinand De Schertz: come già descritto, consisteva nel mutilare ed aggredire il cadavere del sospetto vampiro tramite la decapitazione e la distruzione del suo cuore. Questa pratica imperversò un po' in tutta Europa e solo nel 1755 si ebbe un freno grazie all'imperatrice Maria Teresa che con una legge imperiale ne impedì l'applicazione nei territori da lei retti: già questo semplice divieto fece terminare le epidemie di vampirismo.

I vampiri, però, continuarono ad essere oggetto dell'attenzione del popolo: nel 1816, ad esempio, Prosper Merimée, l'autore di Carmen, fu testimone di un caso di vampirismo in Serbia, assistendo all'esumazione e alla distruzione del cadavere, mentre nel 1909, in Transilvania, venne dato alle fiamme il castello di un altro vampiro.

Le epidemie inglesi:

Come detto già nel Regno Unito del XII secolo si iniziavano ad avere resoconti di casi si vampirismo. In questi primi resoconti ci si riferisce alla creatura (generalmente un morto ritornato alla vita) come ad una sanguisuga. Un esempio sono i numerosi casi che si riscontrano a Newburg, tutti riportati da tal Guglielmo di Newburg. Ad esempio un uomo, seppellito alla vigilia dell'ascensione, a partire dalla notte successiva e per tre notti di seguito si presenta alla moglie e le si getta addosso, lasciandola praticamente senza fiato. La moglie, però, la terza notte si fa trovare preparata e si organizza con un gruppo di amici, la cui presenza spinge il morto a fuggire urlante. Nelle notti successive il povero morto inizia a spaventare gli abitanti del villaggio, anche in pieno giorno: a quel punto gli abitanti chiedono consiglio alle autorità religiose, che propongono una soluzione:

"I teologi raccomandano al vescovo di far bruciare il corpo, ma questo metodo sembra al prelato "del tutto indesiderabile e sconveniente". Preferisce scrivere di suo pugno un decreto d’assoluzione per il morto. Aperta la tomba, il corpo è trovato incorrotto "precisamente com'era il giorno della sepoltura", e da quel momento gli incidenti cessano completamente".

Molte altre di queste apparizioni si verificano un po' in tutta l'Inghilterra e non risparmiano nessuno: basta semplicemente morire senza essere stati confessati, come un altro eminente cittadino di Newburg che, caduto dal tetto della sua casa mentre cercava le prove del tradimento della moglie, continuerà a terrorizzare, dopo morto, i cittadini. Il suo corpo si dice sia stato ritrovato in parte gonfio e decomposto, con il viso florido. Quando questi viene colpito, ne fuoriesce una gran quantità di sangue caldo, a dimostrazione del fatto che tale essere si è nutrito da molte vittime. Il corpo viene quindi portato fuori dalle mura del paese per essere bruciato.

Serbia: villaggio di Medvedja:

Dicono le cronache che nel 1731 il villaggio di Medveda (Medvedja), in Serbia, fu attaccato dai vampiri, provocando la morte di parecchie persone. Venne inviato a compiere le indagini l'ufficiale medico Johannes Fluchinger, che redasse un dettagliato resoconto. Quelli che seguono sono dei semplici estratti, tratti dal servizio in terza di copertina del numero 6 di Dampyr:

"Ho condotto l'indagine con la consulenza di altri due ufficiali medici, in presenza del capitano della locale compagnia di heiduk (fanteria serba) e degli hajduci più anziani del villaggio. I quali mi hanno riferito ciò che segue: cinque anni fa un heiduk locale, Arnold Paole, si ruppe il collo cadendo da un carro. Lo stesso Paole, in vita, aveva detto di essere stato morso da un vampiro, presso Gossowa nella Turchia serba. Per liberarsi dall'influsso maligno, aveva mangiato terra presa dalla tomba del presunto vampiro. Tuttavia, una ventina di giorni dopo la sua morte, alcune persone dissero che Paole era tornato a tormentarle e, in effetti, quattro di loro morirono. I paesani disseppellirono Paole quaranta giorni dopo la sepoltura e trovarono il suo corpo intatto. Sangue fresco era colato da occhi, naso, orecchie, bocca; camicia, sudario e bara erano pieni di sangue; le unghie delle mani e dei piedi erano riscresciute. Da ciò si dedusse che Arnold Paole era un vampiro e, secondo l'usanza, gli fu piantato un paletto nel cuore. In quello stesso istant, egli emise un forte gemito e un fiotto di sangue schizzò fuori dal suo corpo. Indi il cadavere fu arso e ridotto in cenere. Così si dispose anche dei quattro uccisi da Paole. (...) Quindici giorni fa una ragazza di nome Stanacka si svegliò a mezzanotte gridando di essere stata aggredita da un certo Milloe, che era stato sepolto nove settimane prima". 

Il 12 dicembre del 1731 gli abitanti di Medvedja si recarono al locale cimitero per riesumare le salme e distruggere tutti i presunti vampiri presenti. Con sommo orrore dell'ufficiale, si constatò che molti corpi erano in buono stato di conservazione:

"Le teste dei vampiri furono fatte tagliare a degli zingari di passaggio e poi bruciate con i corpi. Le ceneri furono gettate nel fiume Morava".

Questi brani, in realtà, sembrano tratti da un racconto del terrore, quando in realtà provengono da un resoconto di un ufficiale dell'Impero Austro-Ungarico. L'unica cosa che ci si può chiedere è quanto di vero abbia scritto Fluchinger e quanto di romanzesco, trascritto per coprire chissà quale losco traffico.

Congetture a parte, si può ben osservare come molte delle situazioni e delle atmosfere della letteratura vampirica non sono delle esclusive invenzioni degli autori, me spesso dei semplici adattamenti delle oscure atmosfere che si respiravano negli sperduti villaggi dell'Europa Orientale.

Il folklore europeo:

La leggenda del vampiro, ovvero di quell'essere tra il soprannaturale e l'abominevole che, tornato in qualche insano modo dalla morte, si nutre dell'essenza vitale dei vivi è molto diffusa tra le popolazioni del mondo. In questa sezione si andrà, pertanto, a fare una più o meno rapida carrellata tra i vari vampiri delle leggende mondiali.

In Grecia:

Dopo essere stata, con Roma, la culla più importante del mito originario dei vampiri, nella Grecia moderna e in Macedonia le leggende vampiriche sono soprattutto di origine slava, come è di discendenza slava la maggior parte della popolazione greca. Il vampiro più diffuso è il vrykolaka, o brucolaca: è un non-morto che gira per i villaggi chiamando per nome le vittime designate o bussando alle porte delle case. Egli può entrare nelle abitazioni solo se invitato espressamente da chi vi si trova all'interno e solo in questo modo può fare vittime tra i vivi. Tra l'altro fino all'inizio del XX secolo erano ancora diffusi nell'isola di Andros le spedizioni anti-vampiri: sovente, infatti, i preti locali scoperchiavano le tombe dei sospetti vampiri e procedevano all'impalazione e alla decapitazione del cadavere.

In Germania:

La Germania, terra gotica per eccellenza, presenta una folta varietà di vampiri e succhiasangue:


l'alp: vampiro demone di genere incubus, entra in casa sotto le sembianze di una farfalla e si posa sul petto di chi dorme;


il Blutsauger: varietà abbastanza normale di succhiasangue (che è poi il signoficato del nome), ma il suo corpo è interamente coperto di peli e non presenta alcun osso; le sue vittime diventano succhiasangue anch'esse quando mangiano la terra della sepoltura del Blutsauger loro cacciatore;


la mara o mora, presente anche nei paesi slavi, è in realtà un puro spirito in grado di assumere varie forme, quindi, scelta la sua preda, la costringe a dormire per poi soffocarla nel sonno e succhiarle il sangue dal petto;


infine il Nachzehrer, il masticatore di sudari, il più noto vampiro germanico. È un mostro abbastanza atipico, una sorta di ghoul (mangiatore di cadaveri) che spesso non abbandona nemmeno il cimitero nel quale è sepolto. Principalmente divora i cadaveri delle tombe vicine e a volte arriva anche a divorare i suoi stessi resti; oltre ciò ha anche un’influenza sui vivi, che iniziano a perdere progressivamente energia fino a che, raccolta abbastanza essenza vitale, il Nachzehrer non esce dalla sua tomba per camminare nel mondo degli uomini, diffondendovi la peste.

Questo mito ha attirato l'attenzione di un certo numero di studiosi. Uno dei primi fu Philip Rohr, teologo, che nel 1679 nel trattato "De masticatione mortuorum", suggeriva che dietro quest’immonda attività si nascondesse l'attività blasfema di un demone, Azazel per la precisione. Successivamente fu Michael Ranfitus, nel 1725, ad occuparsi dell'argomento. Egli propone due teorie: prima una spiegazione razionale, suggerendo che i rumori tra le tombe e la diffusione della peste fossero da ascriversi alla febbrile attività dei ratti; quindi dava una supposizione un po' più soprannaturale. Egli, infatti, suggeriva l'esistenza di un’anima vegetativa, che aleggiava ancora intorno al morto, causando la crescita dei peli e delle unghie e a volte era in grado di danneggiare i vivi.

In Russia:

Il vampiro russo per eccellenza è l'upyr: originario dell'Ucraina, ma diffuso in tutta la Russia europea, ha un aspetto particolarmente disgustoso, con lunghe zanne che ricordano quelle della preistorica tigre dai denti a sciabola, e anche più resistenti, se possibile. Usciti dalla tomba, iniziano ad attaccare le famiglie che vivono in fattorie isolate, una alla volta. La prima notte si nutrono dei bambini, quindi il resto della famiglia in ordine d'età fino ad arrivare ai componenti più anziani e allo sterminio della famiglia o degli abitanti dei dintorni. Temuto soprattutto in inverno, quando l'isolamento delle comunità della steppa era ancor più accentuato, se possibile, era attivo soprattutto nelle ore che vanno da mezzogiorno a mezzanotte, sopportando benissimo la luce del Sole, proprio come la maggior parte dei vampiri della tradizione popolare (tra cui l'upier polacco, molto simile all'upyr russo per caratteristiche).

Ucciderlo non è cosa semplice. Il provetto cacciatore deve affrontarlo dopo la mezzanotte, quando si trova nel luogo del suo riposo, cospargere di acqua benedetta la tomba e i suoi dintorni, quindi piantargli un paletto nel cuore e decapitarlo, facendo attenzione a spaccargli il cuore in due con un solo colpo, perché un secondo gli consentirebbe di tornare in vita e attaccare, senza possibilità di salvezza, lo sventurato cacciatore.

L'upyr bielorusso, anche noto come upor, possiede anche il potere di mutare forma, tipico dei licantropi della tradizione greco-romana.

Infine il leggendario e romantico vurdalak, protagonista di molte fiabe nere, spesso rappresentato come una giovane affascinante ma letale.

Sulle rive del Baltico:

Le popolazioni che vivono sulle sponde del Mar Baltico hanno tra le loro figure leggendarie il wieszcz, una sorta di vampiro-strega: infatti, si ritiene che streghe e stregoni, una volta morti, si tramutano in wieszczy (plur. di wieszcz). Sono riconoscibili per la faccia rossa e l'occhio sinistro spalancato.

Dapprima il wiescz si nutre del suo stesso corpo, quindi riacquistate magicamente le forze, l'essere mostruoso stermina dapprima il bestiame, quindi la propria famiglia e infine tutti gli abitanti della regione succhiando loro il sangue dal cuore. Per evitare queste stragi, i congiunti del sospetto vampiro seppelliscono il suo corpo con un mattone sotto il mento, in modo da tenergli bloccata la mascella.

Simile al wiescz è l'erestun o eretica: è una donna che ha venduto l'anima al diavolo e che torna dopo la morte sotto forma di vampira, dall'aspetto di una vecchia povera e male in arnese. Di origine russa, questo tipo di vampiri si riuniscono in luoghi isolati per celebrare i loro sabba e vanno in letargo durante l'inverno. Sono in grado di uccidere i vivi solo guardandoli in faccia con il loro occhio malvagio: la stessa sorte capita a chi, sventurato, finisce nel luogo dove stanno in letargo.

In ultimo l'ustrel bulgaro, sempre appartenente alla famiglia del wieszcz, è però inoffensivo per gli esseri umani. La sua unica preda, infatti, è il bestiame. Egli è, semplicemente, un neonato morto prima di ricevere il battesimo, e può essere facilmente allontanata utilizzando il fuoco. Una volta isolato nella steppa, egli è destinato a deperire e quindi finire preda dei lupi.

Restanndo in Bulgaria, ci s’imbatte nell'ubour, originato dal cadavere di persone decedute di morte violenta. Il loro corpo, dopo il decesso, inizia a gonfiarsi in modo orribile, fino a diventare una orrenda massa informe e gelatinosa composta prevalentemente da sangue. Quaranta giorni dopo la sepoltura, lo scheletro inizia a riformarsi e quindi, intorno ad esso, si ricompongono le carni, che riprendono l'aspetto che il defunto aveva in vita. Ci sono solo alcune differenza: il naso con una sola narice e la letale lingua retrattile, sulla cui punta è posto un pungiglione acuminato che serve all'ubour per succhiare il sangue delle sue vittime.

Per uccidere gli ubour le popolazioni bulgare chiamano un uccisore professionista, il vampirdzhija. Dapprima riempie la bara dell'ubour con una certa quantità di varie erbe velenose attraverso un foro in cima alla tomba, quindi ne perfora il corpo con un ramo acuminato e raccoglie il gas che da questo fuoriesce in una bottiglia, per poi darvi fuoco. Questo perché si ritiene che tale miasma letale sia, in realtà, l'anima del vampiro.

Sui Balcani:

L'uccisore di vampiri per eccellenza, però, è il dampyr. Nato dalla tradizione zingara (serba o bosniaca), il dampyr nasce dall'unione di una donna umana con un vampirmaschio, l'unico vampiro della tradizione popolare a non essere sterile. Il vampir è anche un vampiro invisibile e l'unico che può vederlo, attraverso una particolare vista interiore, è proprio il dampyr, che quindi era frequentemente impegnato in battaglie corpo a corpo contro nemici invisibili all'occhio umano. Altro suo avversario è il lampir, vampiro bosniaco portatore di pestilenze, e sconfitto dal dampyr attravesro complicati riti sciamanici.

A conferma, poi, della vicinanza delle due figure del vampiro e del lupo mannaro, ci sono poi una serie di vampiri come il serbo vukodlak, lo sloveno volkodlak, ilfarkaskoldoi d'Ungheria, il kozlak della Dalmazia e il kudlak istriano.

Tra tutti questi, spicca però il kudlak, una particolare specie di vampiro-strega dotato di poteri magici tra cui il dono di mutare forma e assumere il sembiante di un animale, con la limitazione, però, di avere sempre e comunque il manto nero, simbolo del Male assoluto e delle forze delle Tenebre cui appartiene. Suo naturale avversario è ilkresnik, rappresentante del Bene e delle forze della Luce: anch'esso ha il potere di tramutarsi in animale, ma dal manto di colore bianco.

In Ungheria, poi, i vampir o liderc nadaly hanno nel talbó il loro implacabile cacciatore, che per ucciderli pianta loro un chiodo nella tempia.

Altro vampiro cambiaforma è il mullo della tradizione zingara. Dall'aspetto umano, a parte qualche impercettibile deformità, non ha scheletro: questa caratteristica gli consente di cambiare facilmente forma, anche se il suo aspetto prediletto è quello di un grosso lupo nero. È comunque un vampiro molto particolare: sia il maschio che la femmina del mullo è spinto da un forte desiderio sessuale, accoppiandosi frequentemente con i vivi e portando il proprio partner a morte per sfinimento. La donna che sopravvive ad un tale tour de force, dà alla luce anch'essa un dampyr, unico in grado di uccidere il mullo, che comunque è destinato a vita breve. Infatti, a causa del terribile stress cui sottopone il suo corpo privo di ossa, egli è destinato, nell'arco di un anno, a sciogliersi in una melma ripugnante.

Romania: terra di vampiri,

Pur se la Romania è diventata, nell'immaginario popolare, la terra dei vampiri per eccellenza proprio grazie al romanzo di Stoker, in effetti essa conta, al pari di molti altri paesi europei, un buon numero di vampiri e leggende vampiriche.

Il viaggio tra i vampiri rumeni inizia con i moroii, vampiri viventi come le strie italiane: in realtà streghe e stregoni che sottraggono il sangue agli altri esseri viventi attraverso particolari rituali magici. Dopo la morte, essi diventano strigoii: hanno capelli rosso sangue, occhi blu pallido e ben due cuori nel petto, rendendo così difficile la tradizionale uccisione per mezzo del paletto conficcato.

I murony, poi, sono una variazione sul tema degli strigoii tipica della Valacchia: sono dei cambiaforma, che possono tramutarsi in gatti neri o enormi ragni velenosi. Sempre in Valacchia ci si può imbattere nei priculic, che di notte assumono il sembiante di enormi e minacciosi cani neri, mentre di giorno si nascondono dietro le forme di forti e affascinanti giovani.

Come i priculic, anche i varcolaci hanno la possibilità di assumere forma umana. Questa figura molto antica del folclore rumeno, la più antica a dire il vero, ha però un aspetto molto più magro e spettrale, con la pelle secca e raggrinzita; inoltre le loro mutazioni sanno essere ben più orribili e spaventose (ad esempio sono in grado di tramutarsi in mostri dalle molte bocche, o in draghi minacciosi). Sono anche molto radicati nei miti locali: le eclissi, infatti, si ritiene siano provocate dai varcolaci, che, sonnambuli, si arrampicano sui raggi delle stelle e li divorano, placando la loro insaziabile fame.

Il più celebre vampiro rumeno è, però, il nosferatu, o nosferat: immortalato nel film di Friedrich Murnau (che però era una versione del romanzo di Stoker), è un non-morto di genere incubus: tormenta il sonno dei viventi e può anche ingravidare una donna e il frutto di tale concepimento è un moroii. In Moldavia e in Transilvania, poi, ci sono glizmeu, anch'essi incubus, che seducono le donne entrando dalle finestre in forma di fiamma. Per sedurre gli uomini, invece, prendono l'aspetto di belle ragazze: in questo caso, però, è semplice smascherarli, poiché al posto della schiena c'è il nulla. A differenza delle femmine zmeu, le casilde sono perfettamente integre e altrettanto belle: popolano i Carpazi e i Balcani e pur non essendo volutamente letali, possono uccidere per il troppo amore, spingendo l'incauto viaggiatore cui si sono legate al suicido o alla morte a causa di questo amore impossibile.

Vampiri d'Oriente:

Come detto è l'Europa Orientale ad aver influenzato buona parte dei miti vampirici attuali, ma anche l'Asia e le terre denominate con l'evocativo Oriente hanno avuto un peso fondamentale nella definizione dei miti e delle leggende vampiriche (e non solo) di moda nel mondo moderno, soprattutto per gli aspetti mostruosi e orripilanti, caratteri distintivi dei vampiri d'Oriente.

In Cina:

Una delle credenze cinesi più diffuse riguarda la molteplicità dell'anima, si ritiene, infatti, come già nell'Antico Egitto, che ogni essere umano possegga più anime, ognuna delle quali con un differente destino. Una di queste si pensa resti nel cadavere: è il p'o, il livello più basso: se il corpo ospite non viene distrutto completamente e viene anzi a trovarsi esposto ai raggi della Luna, o se entra a contatto con il sangue di un qualche animale, l'essenza vitale del p'o si fortifica, dando origine al chiang-shi. Esso è uno spirito in grado di rianimare cadaveri o di costruirsi egli stesso un corpo partendo da materia putrescente e in decomposizione: ha gli occhi rossi, artigli affilati, una folta peluria e il colorito verdastro tipico dei cadaveri. Può volare, tramutarsi in nebbia, rendersi completamente invisibile. Per distruggerlo bisogna trovare il luogo del suo riposo diurno e dare fuoco al corpo marcescente.

Affiancato al chiang-shi c'è il kuei: questa razza di demoni viene generata dalle anime di coloro che in vita sono stati malvagi. Hanno la particolarità di muoversi sempre in linea retta, ma subitaneamente si voltano indietro non appena incontrano un ostacolo, anche semplice come un paravento di bambù.

Parte di questi miti ci sono giunti anche grazie al gran lavoro di ricerca di Jan Jacob Maria de Groot, trascritto nell'opera "The Relìgious System of China": in questa sede, ad esempio, egli traduce il nome del chiang-shi letteralmente come corpo-spettro, riassumendo già nel nome l'essenza di questo mito.

In Tibet, infine, i vampiri sono rappresentati come terribili creature dagli occhi iniettati di sangue e con la bocca verde, divoratori di morti e padroni dei cimiteri.

In Malesia:

La Malesia, patria della Tigre di Mompracem e luogo ospite di molti dei capolavori di Emilio Salgari, presenta anche un ricco folclore vampirico.

Si inizia la breve carrellata con le langsuir, donne morte di parto, che divenute vampiri acquistano il sembiante di bellissime e letali fanciulle, in grado di volare, con unghie lunghissime e capelli ancora più lunghi. Esse succhiano il sangue dei bambini grazie ad una fessura che hanno alla base del collo. Per sconfiggerle bisogna tagliar loro le unghie e coprire la fessura succhia-sangue con i loro stessi capelli. Infine, per impedire ad una donna morta di parto di diventare langsuir, le si riempie la bocca con pezzetti di vetro e le si trafiggono con gli aghi le palme delle mani. Lo stesso trattamento avviene al figlio nato morto, onde evitare che esso stesso si tramuti in vampiro, ilpontianak, omati-anak.

Letali sono anche i pennangalan, delle teste volanti con al collo una collana fatta da intestini animali dai quali gronda sangue mortale: per difendersi dai loro attacchi, gli abitanti dei villaggi pongono sulle loro case i rami di una pianta spinosa per far sì che i letali intestini vi restino impigliati.

Di natura sciamanica (molto simile alle bambole voodoo) sono i polong, che vanno creati in coppia con i pelesit. Entrambi sono delle piccole creature, non più grandi della punta del mignolo, il cui compito è quelli di uccidere il proprio nemico. Prima interviene il pelesit, che pratica nel corpo della vittima, con la sua coda a succhiello, il buco nel quale andrà a sistemarsi il polong. A questo punto il polong inizia il suo lavoro di succhiare il sangue del corpo ospite. Esso viene creato con un complesso rito sciamanico: viene versato il sangue di una persona assassinata all'interno di un'ampolla dal collo stretto e lungo, quindi si recitano alcune invocazioni. Dopo alcuni giorni, quando dall'ampolla si ode uno strano cinguettare, allora vuol dire che il polong è pronto e bisogna subito dargli del sangue affinché possa crescere sano e forte per la sua missione: generalmente la prima razione gli viene data dallo stregone stesso attraverso un dito della sua mano.

In India:

Molte teorie vorrebbero l'Egitto come culla della civiltà. Molte altre invece propendono per una nascita asiatica della cultura odierna. In questo caso una delle culle possibili è l'India, che ha certamente una mitologia molto antica e, nel caso dei vampiri, probabilmente la più antica. Molti studiosi, infatti, ritengono che i miti indiani siano quelli originali non solo per quel che riguarda le superstizioni e i credi religiosi, ma anche per il caso specifico del vampiro.

Queste prime figure sono molto simili a demoni, spesso così temuti da dedicare loro la costruzione di templi votivi nei quali offrire loro in sacrificio degli animali per placare la loro fame ed evitare che si accaniscono sui villaggi. È il caso del bhuta, il più noto demone-vampiro indiano, un essere notturno che di giorno ha la possibilità di riposarsi sulle culle appese al soffitto che trova nei templi e nelle cappelle a lui dedicate.

Il più temibile ed antico vampiro indiano è però il rakshasa, le cui prime tracce si possono trovare negli antichi Rig-Veda, secondo i quali l'uomo stesso è nato dal sangue di un essere o divinità primigenia denominato Parusa, simile al gigante celtico Ymir, che ha invece dato origine al mare. Il rakshasa è, dunque, un mutaforma, in grado di diventare lupo o anche bellissima donna, ma la cui forma originaria è quella di una pallida creature luminosa con un alone azzurro intorno alla gola ed una cintura di campanelle alla vita, con il corpo perennemente macchiato di sangue. Volano e di notte si rifugiano sugli alberi: in vita erano uomini che sono diventati demoni poiché si sono nutriti del cervello dei loro simili.

Ad essi si aggiungono i baital, o vetala, che riposano appesi agli alberi a testa in giù, sono in grado di animare i cadaveri e camminano tra gli uomini in cerca di prede sotto le spoglie di pellegrini o donne anziane. Considerano se stessi come i re dei vampiri indiani e per questo spesso si presentano con vesti sgargianti ed impugnano una spada scintillante.

Insieme a queste figure, i testi vedici citano anche il divoratore di carne cruda, il kravyad, noto anche come yaksha. Temuto per la rapidità delle sue sortite, questo vampiro, oggi noto come pisacha, ha assunto anche alcune connotazioni benevole: simile ad una divinità capricciosa, esso può concedere favori a chi gli fa offerte di suo gradimento. Quando infatti una persona soffre di un male incurabile, ogni notte si reca ad un crocicchio con offerte di cibo nella speranza che compia il pisacha e gli conceda una facile guarigione. Se, però, le offerte non sono di suo gradimento, egli si ciberà direttamente dal corpo del questuante. (Questa figura leggendaria ricorda la leggenda voodoo di Papa Legba, signore dei crocicchi, anch'esso capriccioso demone che concede i suoi favori o la morte a chi ne richiede i servigi - controllare)

Infine resta da citare la jigarkhwar, vampiro-strega della regione del Sind, che con le sue arti magiche può arrecare danno agli esseri umani. Per neutralizzarla, bisogna marchiarle a fuoco le tempie, riempirle la bocca di sale e tenerla a testa in giù per quaranta giorni.

Buona parte di queste leggende sono giunte a noi anche grazie all'opera dello scrittore ed esploratore Richard Francis Burton, riunite nella raccolta "Vrikam the Vampire".

Non dimentichiamo, poi, che l'India è la terra dei tugs e della dea Kalì, la sanguinaria divinità quadrumana che porta in sé tracce di vampirismo e cannibalismo.

Il mondo arabo:

Anche il mondo arabo, considerato il principale punto di transito e scambio tra i miti d'Occidente e quelli d'Oriente, presenta la sua mitologia vampirica. Ne Le mille e una notte, infatti, non sono rari i racconti in cui mostri, demoni e altre terribili creature infestano i cimiteri e presidiano le strade deserte, assaltando i viandanti solitari per berne il sangue.

E soprattutto in Turchia, ma anche in Persia e in Arabia era molto diffusa la paura della gula, un vero e proprio ghoul, piuttosto che un vampiro. È infatti una demone in grado di volare e che predilige i cimiteri come luogo d'azione: spirito puro, piuttosto che succhiare il sangue delle sue vittime, preferiva spogliarle della loro vita. Questo perché in questi paesi il principio vitale non era tanto il sangue (infatti le popolazioni arabe sono solite dissanguare la carne prima di consumarla), quanto quel qualcosa che si potrebbe identificare come anima.

Di voodoo e altre storie:

L'Africa, il continente a tutt'oggi più primitivo in assoluto, se si escludono alcune tribù nel cuore dell'Australia, terra dei riti voodoo e di alcune delle leggende più terribili a noi note, lega in maniera stretta il mito del vampiro con i riti sciamanici e stregoneschi: spesso, infatti, gli sciamani africani sono soliti praticare la necrofagia, il cannibalismo e il vampirismo, in un certo senso tutte variazioni dello stesso mito. In queste zone, solitamente, ci si riferisce ai vampiri' come ai loro familiari, ovvero quelle creature demoniache che servono gli stregoni e sono i messaggeri che li tengono in contatto con le forze del male. Spesso sono animali, come i gatti o i corvi nella tradizione medievale, o serpenti e granchi giganteschi, in quella africana, come ad esempio lo nkala. Ci sono poi lo nyalumaya, una scultura in legno magicamente animata, e il khidudwane, un cadavere ambulante agli ordini della strega che gli ha concesso quella simil-vita.

Le stesse streghe, poi, con particolari incantesimi, sono in grado di lanciare in aria il loro corpo astrale e rubare, durante la notte, l'essenza vitale a vittime ignare: a volte si siedono sul tetto della sua capanna per succhiarne via il cuore. Tra queste streghe particolari c'è la obayifo, considerato il più pericoloso di tutti, che succhia il sangue dei bambini e percorre enormi distanze distruggendo i raccolti incontrati nel suo casuale peregrinare.

Le congreghe di streghe sono solite riunirsi in particolari cerimonie (note nella tradizione europea come sabba) durante le quali, a turno, bevono il sangue da una grande coppa, la baisea, per aumentare il loro potere attraverso quello racchiuso nel liquido rosso. Gli stregoni della Guinea, poi, sono in grado di risvegliare i morti, facendoli diventare loro schiavi: detti isithfuntela, sono molto simili agli zombi degli stregoni haitiani e sono in grado di ipnotizzare le loro vittime con il semplice sguardo. Per evitare problemi con il libero arbitrio, gli stregoni piantano nel cervello dei loro schiavi dei chiodi appuntiti. Sempre nel tema degli zombi, si devono citare i mutala, che altro non sono se non la parte malvagia dell'anima dei morti che non riesce a trovare pace. Vagano nel regno dei vivi trascinandosi al suo con la forza delle sole braccia, avendo la forma di un cadavere putrefatto senza gambe. Durante la notte si impossessano dell'essenza vitale delle loro vittime strappandogli i capelli. A volte capita poi che qualcuno non riesca proprio a morire e che, nonostante la sepoltura, egli si rialzi e inizi a girare per le capanne del villaggio. Noto come wusangu, egli è un immortale che non riesce a trovare pace, senza però mai nuocere a nessuno, salvo che per i suoi lamenti e la sua cronica amnesia. Ben più pericoloso è invece il loango, spirito irrequieto di uno stregone defunto, che si aggira senza posa per le foreste alla ricerca di sangue da succhiare da vittime umane o animali, senza troppe distinzioni.

Un altro familiare interessante, addirittura più potente della strega che lo dovrebbe controllare è l'impundulu, che vive nella regione del Capo. Si presenta alla strega sotto le sembianze di un giovane avvenente, per divenirne l'amante: in realtà egli è un vampiro assetato di sangue, che costringe la strega ad inviarlo durante la notte ad uccidere per evitare di essere uccisa a sua volta. Se uccide di sua iniziativa, questa creatura viene detta ishologu. Sui pari sono gli asanbosam del Ghana: di aspetto umanoide, vivono nelle parti più profonde delle foreste e sono dotati di denti durissimi e uncini agli arti inferiori, che utilizzano per ghermire i viandanti e portarli nei loro rifugi in cima agli alberi, dove poi verranno divorati con comodo.

Infine, presso i Bantu, gli Obang e i Keaka si è trovato un rimedio contro questi terribili mali: infatti questi popoli esumano i corpi di coloro che sono stati sospettatati di aver praticato in vita la stregoneria per sventrarli in pubblico; dalle sue viscere o uscirà il suo familiare, sotto forma di uccello nero, ratto o pipistrello, che si cercherà subito di eliminare, o verrà trovata una escrescenza maligna, detta ko'du. Il corpo del vampiro, invece, veniva bruciato in una notte senza luna o inchiodato al suolo.

I nuovi mondi:

Anche i continenti che per gli europei sono di recente scoperta, America ed Oceania, hanno le loro antiche tradizioni, per lo più tramandateci dalle leggende e dalle mitologie delle tribù pre-esistenti alle colonizzazioni europee.

Ad esempio tra i nativi del Nord America, presso cui era molto diffusa la figura del vampiro, era diffusa la leggenda del wendigo, che come altri mostri e demoni simili era ritenuto un divoratore di corpi, cervelli e anime di esseri umani: caratteristiche, queste, molto tipiche dei vampiri dei miti pellerossa, che spesso figuravano questi mostri con un lungo naso che, introdotto nell'orecchio del malcapitato, serviva per succhiarne via il cervello. Scendendo più giù si arriva in Messico, dove la mitologia vampirica ha prodotto la llorona (donna piangente), ritenuta da alcuni studiosi un mito di importazione europea, mentre da altri come derivata da una terribile demonessa vampira temuta dagli antichi aztechi: essa è una donna fantasma di bianco vestita che è in grado di affascinare un uomo con lo sguardo e portarlo così alla morte.

Sempre in Messico ci sono i tlaciques, che si trasformano in palle di fuoco o in tacchini selvatici, e le civitateo, streghe-vampiro, di sicura origine azsteca, vestite di stracci, vecchie e scheletriche, che assalgono i bambini agli incroci.

In Cile si teme un vampiro dalle sembianze di una bella donna vestita di nero, che ha in una mano una sciarpa rossa e nell'altra un coltello, che utilizza per pugnalare il cuore delle vittime e da qui berne il sangue. A questo vampiro si affiancano il pihuchen, un serpente alato in grado di succhiare il sangue a distanza, e il chucho, una testa umana con grandi orecchie che gli servono da ali.

In Australia ci si imbatte, poi, nei mrart, vampiri che infestano i deserti, mentre in Nuova Guinea i Papua ritengono estremamente pericoloso perdere anche solo una goccia di sangue, perché essa è già più che sufficiente per consentire ad uno stregone di controllare magicamente il possessore di quel sangue e portarlo anche alla morte. Infine, per impedire il ritorno dei morti dalla tomba, queste popolazioni sono solite spezzare le gambe ai cadaveri o porre sul loro corpo delle pesanti pietre.

I vampiri letterari:

Il vampiro, quella figura nobile ed affascinante, tormentata e spietata al tempo stesso, che oggi conosciamo, in realtà è un'invenzione letteraria, una reinterpretazione del mito poc'anzi sviscerato. La sua nascita è anche facilmente databile, e riconduce al Gennaio del 1816 quando, sul lago di Ginevra un gruppo di giovani si riunì per passare un po' di tempo tra amici, in maniera diversa dalla solita routine. Il gruppo, ormai noto, era composto da Lord Byron, il già famoso poeta, Percy Bysshe Shelley, anch'egli poeta, il dottor John Polidori, medico personale di Byron, e le amanti dei due poeti, Claire Clairmont e Mary Wollstonecraft. Il gruppo, ispirato, a quanto si dice, dalla lettura del Phantasmagoria, una raccolta di racconti fantastici trovata nella biblioteca di Villa Diodati, dove si erano riuniti, e dalla visita di Matthew Gregory Lewis, autore del celebre romanzo gotico Il monaco, decide di sfidarsi nella realizzazione di un'opera del terrore, sia essa un racconto, un romanzo o una poesia.

Esiste, però, anche una versione leggendaria che si aggiunge a questi fatti: il gruppo, infatti, decide prima di discutere di resurrezione, morti e vampiri e, inevitabilmente, si finisce con il leggere il poema di tema vampirico Christabel di Coleridge. Durante la lettura, Shelley sembra che cada in trance, sognando, ad occhi aperti, una terribile vampira, una lamia simile alla Christabel del poema, scuotendosi dalla visione lanciando un urlo agghiacciante. Questo episodio diede a Byron l'idea di lanciare la gara, dalla quale, come ormai è chiaro a tutti, uscirono due vincitori: Polidori e la Wollstonecraft.

Mentre Shelley provò a trascrivere il suo incubo (cosa che, poi, lasciò perdere), Mary partorì, in una notte buia e tempestosa, il famosissimo Frankestein, molto probabilmente ispirata dal discorso condotto con Polidori. Il buon dottore, dal canto suo, come Byron, del resto, si dedicò ai vampiri. In realtà Polidori dapprima si era gettato su un racconto gotico la cui prima bozza avrebbe successivamente utilizzato per un futuro racconto, Emestus Berchtold o il moderno Edipo. Si imbatté, però, nella bozza di Byron, che aveva provato ad impostare un racconto su un vampiro aristocratico, dissoluto e dongiovanni, che aveva iniziato a tormentare, dopo morto, un suo giovane amico. Mentre il poeta lasciò perdere questo racconto, Polidori riuscì a ricavarne il primo vero romanzo sui vampiri, il famoso Il vampiro, il cui protagonista, Lord Ruthven, era ricalcato su Byron stesso, mentre il rapporto con il suo giovane amico ricalcava il rapporto di odio-amore, che Polidori aveva con il suo paziente-amico.


COSA NE DICO IO ? E' TUTTA UN ALTRA STORIA...MA PER POTERLA RACCONTARE ERA UTILE PRIMA VEDERE COSA DICONO GLI ALTRI....
MRA
PER CONTO DELL'ORDINE OSIRIDEO EGIZIO ORIGINALE