martedì 29 settembre 2015

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I MALI NECESSARI: LE MALATTIE SONO ESPERIENZE SPIRITUALI NON VISSUTE...LEGGETE!

I MALI NECESSARI: LE MALATTIE SONO ESPERIENZE SPIRITUALI NON VISSUTE...LEGGETE!

La gente sempliciotta e coloro che sono solo il cerchio nemmeno esterno nell'esoterismo quando vede che gli arrivano dei mali li vuole stornare con le medicine.
Ha mal di schiena e quindi usa antinfiammatori e rimedi vai, mentre in realta' le cose in maniera occulta stanno diversamente.
Se io ho mal di testa eprendo una pastiglia, il male viene vinto, ma non viene assorbito e consumato, ma bensi' viene mandato da qualcue altra parte e quindi non lo vissuto karmicamente, essendo la malattia un fiorire di energia bloccata spiritualmente nel corpo...
Quindi non vivendolo esso viene portato da altri...e di solito va da parenti amici o gente che amiamo e quindi non lo esperiamo.
Non esperendolo accade che esso rimane un grumo di energia spirituale irrisolta peche' non ha trovato sfogo nella carne.
Ogni malattia non è altro che il simbolo di quello che viene a noi come esperienza divina, ma che è bloccata dalla nostra chiusua assoluta e totale il nostro viere terra terra e non nele arie superiori UNENDO IL BASSO CON L'ALTO.
La strada maestra invece è proprio quello che i latini saggi affermavano MENS SANE IN CORPORE SANO, che oggi è stato codificato come fai ginnastica e la tua mente sara' sana...mentre indica una realta' iniziatica profonda e trasformatica alchemica e magica che nessuno conosce.
IO sono da sempre stato un motore per queste cose e criticato o meno diffamato o meno, le cose che io dico non le dice nessuno...e quindi CHIEDETEVI PERCHE'!
Perche' no conoscono molto della teoria e pratica e si accontentano di quello che leggono non avendo contatto con il NUME ossia SE STESSI RESI PERFETTI!
Da li viene ogni conoscenza e quello che io affermo viene dal profondo dela tradizione...anche se non avessi letto nulla di essa in quanto il NUME e' fuori dal tempo e dallo spazio.
vi auguro un domani di entrare in relazione con LUI!
In ogni caso va bene cosi' meglio sempre essere COPIATO CHE COPIARE ED IO IN VITA MIA SONO STATO SEMRPE COPIATO ANCHE DA CHI MI ODIA O FA DI TUTTO PER DIFFAMARMI CON IL BUONISMO FALSO E MELLIFLUO CHE E' PERICOLOSISSIMO NASCONDENDOSI DIETRO ALTRE INTENZIONI...MA A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE.
Continuo la spiegazione dunque conscio che presto si parlera di questo aspetto della malattia... :-) anche da parte di altri.
Meglio così...perche' e' anche mia capacita' USARE LE FORZE AVVERSE A MIO VANTAGGIO PER FARE CONOSCERE LE COSE COME STANNO VERAMENTE E ASSERVIRLE E DOMNINARLE INCANTENANDOLE ALLA MIA MISSIONE DI SPIEGARE LE COSE COME STANNO. E QUINDI LE FORZE AVVERSE PARLANDO DI COSE CHE IO INTRODUCO NON FANNO ALTRO CHE AMPLIFICARE IL MIO MESSAGGIO INZIALE...COME SI PUO' VEDERE IN ALTRE RADIO E SITI WEB E RIVISTE ;-)
Detto questo e rimarcato quindi ecco che INSISTO nel affermare che le malattie hanno un fondamento nella spiritualita' e che esse sono STATI DI COSCIENZA SPIRITUALE CHE LA COSCIENZA UMANA BLOICCATA NEL CORPO PER IGNORANZA NON RIESCE A VIVERE APRENDOSI AD ESSE.
E QUINDI ECCO CHE SI VIVE QUESTO COME MALATTIA NELL'ORGANO O APPARATO CORRISPONDENTE.
Ognuno puo' osservare questo facendo attenzione alle varie malattie che lo affliggono e quindi vedendo dove si scaricano osservare da dove derivano se poco poco comprende l'unione intima tra uomo denso e uomo sottile.
IO per esempio non o mai avuto malattie...tranne un epatite virale a 12 anni quando MRA si manifesto' e quindi è normale che il fegato ne pati', in quanto egli è funzione di metabolismo puro e quindi ha bisogno di riassettarsi...e....stop! Non ho un taglio sul corpo non ho mai subito operazioni chirurgiche ne avuto malattie pericolose tranne dei raffreddori ogni tanto.
A 16 anni mentre provavo a VEDERE CON ALTRO MODO SOTTO L'EGIDA DEL MIO PRIMO MAESTRO, E NON CI RIUSCIVO E PROVAVO A TORNARE AL MODO NORMALE DI VISIONE UMANA...ANDAI A FINIRE SOTTO UN AUTO E QUESTO MI DIEDE UN COLPO ALL'OCCHIO SINISTRO...CHE NON EBBE PIU' POSSIBILITA' DI CRESCERE PERFETTAMENTE SFERICO MA DIVENNE OVALE, E PER QUESTO HO GLI OCCHIALI.

OSSIA NON MI CONFORMAVO ALLA NUOVA REALTA' E...BOOOM!
ALTRI MUOIONO IO NON MORI' MA CI ANDAI VICINISSIMO.
IL MIO MAESTRO COME DISSI IN ALTRA SEDE MI TOLSE ANCHE UN MALE GRAVE, PER POTERMI FARE QUELLO CHE FACCIO.
MA DEL RESTO NON HO MAI AVUTO MALATTIE PER IL FATTO CHE ESPERISCO DENTRO LA MIA COSCIENZA LE ESPERIENZE SPIRITUALI LASCIANDOLE FLUIRE E NON BLOCCANDOLE.
ALL'ETA' DI 25 ANNI DOPO UNA INIZIAZIONE IN UN ORDINE MOLTO PARTICOLARE MI VENNE RISUCCHIATA TUTTA LA MIA ENERGIA LASCIANDOMI SENZA E QUINDI DOVETTI RICARICARE IL SISTEMA NERVOSO CON MEZZI ANTICHI E TORNAI COME NUOVO E ANZI MEGLIO DI PRIMA... CHI FECE QUESTO E DOPO UN PO' DI TEMPO MORI'.
QUESTO E' TESTIMONIANZA CHE CHI IMPROPRIAMENTE FA SOFFRIRE PERSONE INNOCENTI PAGHERA' SEMPRE E SALATISSIMAMENTE LE PROPRIE AZIONI RIPROVEVOLI, RIPETO SEPCIALMENTE SE CHI SUBISCE E' INNOCENTE.
QUESTO IN CHI AGISCE PORTERA' MALATTIE E DISTURBI VITA GRAMA E MORTE, E SICCOME EGLI LE RESPINGERA' ECCO CHE RICADRANNO SUI PROPRI FIGLI E VICINI, E SI VEDRANNO I PROPTRI FIGLI MALATI E SOFFERENTI PER COLPA NOSTRA.
QUESTA E' LA PIU' GRANDE MALEDIZIONE, E VIENE DATA COME DETTO DAL FATTO CHE SI PROTEGGE IL PROPRIO EGO BASSO CHIUDENDOLO IN UN BOZZOLO NON DISCHIUDENDOLO O SCIOGLIENDOLO NEL PIACERE PURO DELLA VITA.
NON SO SE RIESCO A TRASMETTERE QUELLO CHE INTENDO DIRE...MA LA COSA CHE VI DEVE RIMANERE IPRESSA E' CHE OGNI MALATTIA PROVIENE DALLO SPIRITO E QUINDI OGNI VOSTRO PROBLEMA E' UNA REALTA' SPIRITUALE NON ESPERITA.
ECCO CHE LA MEDICINA ERMETICA, CONOSCIUTA VERAMENTE DA POCHISSIMI PUO' FARE LE GUARIGIONI CHE NESSUNO PUO'...E LE PERSONE CHE DI SOLITO HANNO PRATICATO IL METODO CHE IO DONO ...NON DICO CHE GUARISCONO ISTANTANEAMENTE MA STANNO VERAMENTE MEGLIO...E IL PERCHE' NON E' ASCRIVIBILE A ME MA SOLO AL FATTO CHE LA MENTE COMINCIA A RILASSARSI, IL GRANULO CHIAMATO IO SI COMINCIA A SCIOGLIERSI E NON ESSENDOCI QUASI PIU' LASCIA PASSARE LE ESPERIENZE PIU INTERIORI E QUINDI SI SOFFRE MENO NON TRASFORMANDOLE IN MALATTIE PER CHIUSURA.
SI POTREBBE DIRE MOLTO MA MOLTO DI PIU' SU QUESTO...MA MI FERMO QUI CON LA SPERANZA CHE CAPISCA CHI DEVE CAPIRE E COMPRENDA CHI DEVE COMPRENDERE...RICORDATECI CHE LE MALATTIE SONO SOLO LE VOSTRE CHIUSURE DI FRONTE ALLA REALTA' SPIRITUALE!!!
RICORDATELO...SE VOLETE PIU' INFORMAZIONI SU CIO', SCRIVETEMI IN PRIVATO ALLA MAIL: riccardovillanovalab@gmail.com
VI SPIEGHERO' COME E' POSSIBILE LIBERARSI DA TUTTE LE MALATTIE SOLAENTE ACCETTANDO UN PERCORSO INTERIORE DI APERTURA E SILENZIO MENTALE.

MRA
RICCARDO VILLANOVA

mercoledì 23 settembre 2015

LA VIA BREVIS

 LA VIA BREVIS




La saggezza della sessualita' deve essere osservata dentro la vita. Nelle possibilita' del nostro potere e nelle possibilita' dei nostri incontri con le cose.

La sessualita' è insita in ogni cosa non solo negli incontri con una donna o un uomo ogni incontro è sessuale, anche io ora che scrivo queste righe e tocco il mio computer.

Se si sente cio' si realizza l'estasi attiva della vita perche' non si vede piu' la vita solo come una cosa da soffrire ma come la piu' bella delle cose.

Bisogna rendersi conto che siamo nell'Eta' del Ferro e che quindi servono azioni da eta' del ferro.

La vita è completamente materiale oggi e quindi le azioni per avere risultato devono essere completamente materiali...ma LA COSCIENZA E' UNA E SE QUESTO SI DIMENTICA DIVIDENDOLA IN FRAMMENTI O IN SETTE O QUATTRO O TRE O DUE...SI INCORRE NELLA ROVINA ASSOLUTA!

Andro' a fondo su cio' nel tempo e con coloro che saranno interessati alla pratica iniziatica!

Per ora la cosa che urge e approfondire certe tematiche inerenti alla Magia Pura della Trasformazione.

Vi prego di INTENDERE...TRA LE RIGHE E CHI E' CHIAMATO DI APPROFONDIRE!




Nella tradizione, la parola Yoga significa “Unione”, con la propria anima, con il cosmo, con Dio, e include molte diverse tecniche di tipo fisico, mentale e spirituale per la realizzazione della conoscenza, la meditazione, la devozione, l’azione consapevole, la verità. Mentre il Tantrismo o come è chiamato in occidente, l'Alchimia, comprende molte tradizioni esoteriche proprie e viene considerato/a come una sorta di “scorciatoia” verso la piena Realizzazione della Coscienza, l’illuminazione. I rituali della Via Tantrica della Mano Sinistra e della Alchimia vengono spesso rigettati o considerati estremamente pericolosi dalle persone che si attengono all'ortodossia.

Tuttavia, per esempio, nel buddismo tibetano gioca una ruolo centrale e del tutto armonizzato con lo Yoga, anche grazie al codice buddista la cui etica sicuramente mitiga gli aspetti ritenuti più pericolosi della pratica tantrica.

Nel Tantra e nell'Alchimia distinguiamo due percorsi principali: il “dakshinachara” (o “samayachara”), il Sentiero della Mano Destra, chiamata VIA LONGA , in Alchimia, e il “vamachara” (o “vama-marg”), il Sentiero della Mano Sinistra, chiamata VIA BREVIS, in Alchimia.

Questi termini sono stati adottati ed abbondantemente utilizzati dagli occultisti occidentali.

Alcuni praticanti ricercano l’unione dei principi maschile e femminile dentro di sè, attraverso percorsi di sublimazione e di unione con forze spirituali. In altri casi l’unione, o, meglio, il proprio completamento, avviene attraverso pratiche sessuali durante le quali si celebra la divina unione tra Shiva e Shakti o ZOLFO E MERCURIO.

Il Tantra, nelle sue diverse possibili espressioni, non viene ricondotto alla tradizione Vedica, cosi' come l'Alchimia non viene ricondotta a nessuna delle vie cosidette ortodosse quali cristianesimo ebraismo islamismo ecc.

ESSE SONO VIE LIBERE CHE SONO STATE TRASMESSE DA " ALTRI", PER LA LIBERTA' DEGLI UOMINI.

Nella pratica tantricO-ALCHEMICA si utilizzano anche Mantra, Yantra e Mandala, ossia suoni, formule, posizioni e simboli. Vedere le immagini alchemiche per rendersi conto di cosa intendo.

La pratica sessuale, svolta in forma rituale, non è che un aspetto dell’alchimia e del tantrismo, ma sicuramente è centrale negli ordini tantrici ed alchemici.

La gestione consapevole dell’energia sessuale è l’elemento fondamentale della pratica tantrico-alchemica che, a questo proposito, possiamo distinguere in opera al bianco ed opera al nero. Nell’opera al bianco l’energia, per essere indirizzare al risveglio della coscienza superiore, non può essere scaricata con l’eiaculazione mentre, con l’opera al nero, avviene proprio con il completamento dell’atto sessuale,

Nel primo caso abbiamo una forma di distacco dal desiderio, nel secondo caso una esaltazione dello stesso.

ECCOCI NELLA PRESENTAZIONE DLLE DUE VIE DETTE PRIMA: LONGA E BREVIS O DELL'ACQUA E DEL FUOCO ECC.

La via brevis naturalmente E MOLTO PERICOLOSA PERCHE COME DICEVANO GLI ALCHIMISTI...IL MERCURIO PUO' INTOSSICARE!

In occidente il Tantra è stato per lo più assimilato all’uso della sessualità nel contesto dell’esperienza magica o mistica, e si è comunque distinto i molte differenti formule teoretiche ed operative. Per esempio quello che possiamo imparare sul Tantra da Crowley, da Grant o da Osho può essere molto diverso, sebbene i vari approcci possono e dovrebbero essere conciliati dato che sono del tutto complementari in base al tipo di via considerata.

Il Sentiero della Mano Destra ed il Sentiero della Mano Sinistra sono due diversi approcci per ottenere il medesimo risultato.

Possiamo iniziare col dire che, genericamente, il Sentiero della Mano Destra si concentra sull’osservanza di precisi codici etici e morali e sulla devozione verso una o più divinità, mentre il Sentiero della Mano Sinistra persegue l’evoluzione del Se Superiore al di sopra di ogni altro obbiettivo...DA QUI L'ACCUSA DI LUCIFERISMO, CHE E' SOLO DESIDERIO DI MASSIMA LIBERTA'

Tutto sommato, è una falsa dicotomia, ma che segna due percorsi molto diversi tra loro, dove il secondo, per la sua enfasi sul Se Super-Cosciente,o ORO... è stato spesso equivocato ed erroneamente considerato come “satanismo” o “magia nera”, come detto prima, e la “mano sinistra” del Tantra associata al concetto di “sinistro”, al diavolo, al male, al tenebroso, al cattivo auspicio, all’infero ed al potere travolgente del femminile, quel potere che va subordinato e condannato. Questo non solo data l’influenza del patrismo giudaico-cristiano e della cultura retriva del cattolicesimo ma, ad esempio, la stessa Blavatsky descriveva come immorali tali pratiche.

Anche Crowley, quando si riferisce ai “Fratelli Neri”, parla dei Fratelli della Via della Mano Sinistra, ma con tutt’altro significato, riferendosi cioè a coloro che hanno fallito, non sono andati oltre le lusinghe dell’ego e la cui presunzione anzichè condurli al Genio li ha condotti alla Follia, alla perdita del controllo ed all’essere fagocitati dalle forze profonde che loro stessi hanno risvegliato. Affrontando l’Abisso non hanno saputo offrire tutto di sè per rinascere come Stelle lucenti (il Se Superiore).

Il Sentiero della Mano Sinistra viene considerato come il più diretto e rapido verso l’Illuminazione, ma anche il più pericoloso dato il repentino potenziale espresso dalle energie coinvolte e risvegliate. E' LA VIA BREVIS!!!!! QUELLA CHE TRASMETTO E INSEGNO PER MANDATO DIRETTO.

Oggi viene associato al percorso draconiano, ovvero qliphotico e tenebroso, dell’Albero Cabalistico, sebbene, anche in questo caso, vi sono molte diverse scuole di pensiero e metodi sviluppati.

La Magick di Crowley, per esempio , e per parlare un po MAGIKAMENTE... integra in un processo magico-mistico completo le due vie, senza neanche porre troppa enfasi sulla loro distinzione, che invece è stata evidenziata nelle opere di " ALTRI".

Mi fermo qui...dire troppo e' sempre male e dire poco è sempre bene..perche' stimola la curiosita' ed il desiderio di PRATICA.

L'alchimia che sto trasmettendo essendo L'ALCHIMIA GRANDE, dona fin dai primi passi mediante lavorazioni interne ed esterne con distillati ecc....PACE ARMONIA FELICITA' E GIOIA RENDENDO LA SALITA DOLCE E SOAVE E SENZA SFORZO ALCUNO. ESSA CORREGGE IL CORPO E LE CELLULE PER ARRIVARE POI A CORREGGERE L'ANIMA...ESSA E' VIA MAESTRA E SOVRANA CHE RENDE L'UOMO UN DIO!

MRA

Riccardo Villanova




PS

E' da considerare che coloro che seguono questa VIA BREVIS, sono i piu' esaltati nella coscienza i piu' mistici e veramente fedeli i piu' estatici ed innamorati della vita e del DIVINO CHE E' IN ESSA.


lunedì 21 settembre 2015

Magia Trasmutatoria ed Alchimia

Magia Trasmutatoria ed Alchimia






Forse può essere chiarificatore dire qualcosa sul fuoco. Gli alchimisti ammettono la possibilità di due vie, una corta e facile, chiamata via secca, l’altra lunga e ingrata, chiamata via umida. Pochi autori, tuttavia, parlano della via secca, dirompente ed eversiva, ( LA MIA...QUELLA CHE INSEGNO DA SEMPRE E CHE MI HA PORTATO ALLE CRITICHE DEI BENPENSANTI MA ANCHE ALLA MIA...LIBERAZIONE...) in cui il regime del fuoco viene subitaneamente portato ai massimi gradi. Nella via umida, invece, i processi avvengono con gradualità, e il regime del fuoco deve essere accorto e sensibile. Il lavoro di donne e il gioco di bambini alludono a una cottura delicata e regolare. La cottura lineare e continua è rappresentata talora con la doppia rotazione della stessa ruota, talaltra con due ruote sovrapposte. Per gli alchimisti esistono un fuoco esterno e un fuoco interno, perché, oltre al calore che è necessario applicare dall’esterno per la liquefazione della Pietra, occorre un secondo agente, detto fuoco segreto o filosofico o fuoco di ruota, in quanto fa girare la ruota e provoca i diversi fenomeni che l’artista osserva nel suo vaso.
Il motivo dei due fuochi può essere compreso alla luce di un passo delle Upanishad indiane:
Esso (l’ atman, lo spirito individuale) si presenta, invero, come una duplice entità: da una parte lo spirito vitale (prana) e dall’altra il Sole (aditya), che si manifesta come giorno e come notte. Il Sole – lassù – è lo Spirito Esteriore (esteriorizzato), il prana – quaggiù – è quello interiore (interiorizzato) ed è perciò che si dice che il moto dello spirito interiore si lascia inferire dal moto dello spirito esteriore (Maitri-Upanishad, in Filippani Ronconi P., 1974).
Il fuoco esterno può essere identificato coi campi energetici del Sole, della Luna e dei pianeti, e più in generale con le influenze elettromagnetiche cui siamo oggetti a partire da tutto il cosmo; il fuoco interno col corrispondente o coi corrispondenti elementi della psiche individuale, che entrano in risonanza con le energie cosmiche e sono i tramiti della partecipazione dell’uomo ai movimenti dell’universo. Le formazioni ruotanti richiamano i centri energetici, i chakra, che regolano l’organizzazione e la vita della sostanza sottile di cui è intessuto il nostro organismo. La loro rotazione, ovvero la loro attività, può andare in due versi. Una, quella naturale, è di servire ai meri bisogni biologici di sopravvivenza dell’individuo e della specie, per cui sono stati creati. L’altra, è l’opus contra naturam del lavoro su se stessi. Il fuoco esterno accende il fuoco interno dello Zolfo che, dice Fulcanelli, è l’agente di tutte le trasmutazioni, è lo sperma incombustibile, che sussiste e si può ritrovare inalterato perfino nelle ceneri dei metalli calcinati. I filosofi ritengono che le qualità refrattarie dello Zolfo e la sua resistenza al fuoco non possono appartenere che al Fuoco stesso come elemento e a qualche spirito di natura ignea. In greco, zolfo si dice theion, la cui radice è theios, divino, meraviglioso, soprannaturale, da theòs, dio. To theion esprime non solo la divinità, ma anche l’aspetto magico, straordinario di una cosa. Ora, lo Zolfo filosofico, considerato come il dio e l’animatore della grande opera, è tale per la sua energia formatrice, che lo rende paragonabile allo spirito divino. Il Mercurio, solvente universale, ha il compito di animare e mobilizzare il nucleo interno soprasensibile, l’anima incombustibile, inalterabile, imperitura dei metalli e dell’artifex.
Fulcanelli, riprendendo Limojon di Saint-Didier, dice di cercare lo Zolfo nel tronco morto dei metalli volgari, per ottenere quel fuoco naturale che è la chiave principale del lavoro alchemico:
“Il fuoco naturale è un fuoco in potenza, che non brucia le mani, ma che dimostra la sua efficacia se è appena eccitato dal fuoco esterno” (1965, p. 98).
L’opus vero si compie dentro il corpo, dove sono si ritrovano commisti l’anima e lo spirito, che vanno estratti, cioè separati. Lo spirito, il principio individuativo imperituro, va separato dall’anima, l’attività intellettivo-emozionale, e poi riunificato alle singole facoltà nel frattempo depurate. Ciò si vede nell’immagine del martirio dei metalli tratta dallo Splendor Solis di Trismosin, dove un truce uomo d’armi ha fatto a pezzi un corpo, conservandone però la testa dorata. L’uccisione è fatta allo scopo di separare il puro dall’impuro, estrarre la vitalità e individuare le parti, mantenendo fermo il principio indissolubile, cioè lo spirito. E’ come dire che il principio immortale va separato dalle facoltà deteriorabili e impermanenti cui si lega nel processo incarnativo, e ricondotto, in uno stato di autoconsapevolezza, ad essere spettatore della stessa esistenza dell’individuo in cui è incarnato. In alcune immagini alchemiche, come le figure del Mutus Liber, alle procedure della lavorazione che si attuano in un piano più basso della realtà, quello strettamente materiale, si sovrappongono delle operazioni parallele sul piano superiore, dove avviene il contatto con le forze trascendenti e le qualità della luce. Il potere trasmutativo del Lapis Philosophorum si ottiene dalla distillazione della quintessenza, del principio formativo che persiste inalterato dopo le procedure per isolarlo ed esaltarlo. Fac volatile fixum et fixum volatile: la procedura è pericolosa e non è per tutti. Bisogna eccitare le passioni, e portarle a un punto tale che esse non si esauriscano a un banale soddisfacimento del desiderio, ma sublimino ad un altro piano dell’essere.
Perchè si possa esercitare l’Opera trasmutativa bisogna considerare la prima materia e il chaos degli elementi non qualcosa di esterno all’uomo ma qualcosa di interno. Interno eppur non visibile, dunque sottile… Attraverso uno studio della letteratura alchemica in lingua sanscrita, White (1996) ha dimostrato che nell’Induismo esistono tre approcci complementari che mirano alla trasformazione del corpo umano di carne e sangue in un corpo aureo (svarna), adamantino (vajra) o perfezionato (siddha): il tantra yoga, lo hatha yoga e l’Alchimia. La tradizione medica ayurvedica considera il rasa il principio vitale fluidico, il fluido metallico del mercurio, ma anche la ierofania minerale dello sperma di Siva; come tale, il rasayana è la terapia dell’elisir, o di ringiovanimento, la rigenerazione o la ricostituzione del corpo per attuare, mediante il rinnovamento dei fluidi vitali corporei (rasa), una condizione giovanile di salute e virilità. In alchimia, il rasa in questione è il mercurio, che va a sotituirsi ai fluidi corporei umani per produrre la trasmutazione. Questi approcci sono complementari in quanto basati sull’idea della corrispondenza tra fluidi vitali (rasa) divini ed umani; la perfezione raggiunta si manifesta nei tre registri dei poteri soprannaturali (siddhi), dell’immortalità corporea (jivanmukti), della teandria e dell’apoteosi quale accesso alle sfere superiori dei Siddha (Perfetti) sovrumani. Certamente, la via erotico-mistica dei kapalika (dei praticanti tantrici), che indulgevano ad esperienze estreme, come fornicare con donne mestruate, yogini, giovinette Siddha (Perfette) e perfino dee, consumare sostanze stupefacenti (definite “di potere”), fare accoppiamenti di gruppo, in ogni caso dedicarsi ada atti sessuali liberi dai condizionamenti di casta, e poi consumare carne umana nei campi di cremazione, adorare l’organo sessuale femminile ed uccidere i brahamani (sacerdoti) sono ben diverse dal rigoroso ascetismo e dalle pratiche di purificazione e di tirocinio dell’hatha-yoga, e a loro volta dalle complicate procedure alchemiche.
Tuttavia uno stesso principio sembra sottintendere all’unione di Zolfo e Mercurio come all’accoppiamento rituale in cui il tantrika beve il miscuglio di sperma e sangue mestruale: l’allegoria dell’unione di maschile e femminile, Siva e Sakti, principio espansivo e principio condensativo dell’universo. L’eroe tantrico, mediante l’iniziazione, le procedure e la trasformazione del sentiero della conoscenza e dell’azione trascende la dimensione limitata e dualistica degli esseri asserviti (pasu) di questo mondo. Nelle sue pratiche eterodosse riafferma la sua trascendenza e la sua assoluta libertà, che lo rendono signore del tempo e della morte, come la cenere del mercurio, il mercurio ucciso, risuscita e ha il potere di far rivivere gli altri metalli. La cenere (bhasma) è la manifestazione suprema della materia primordiale, lo splendente resto di ciò che è stato consumato, il residuo solido dell’oblazione arsa nel fuoco purificatorio, il Sal della visione tripartita dell’Alchimia occidentale; come tale è l’essenza che si cela e permane inalterata al di là degli accidenti. In ogni caso, è nella cenere che tornerà l’universo, quando tutto sarà ridotto in scoria, e rimarrà soltanto l’oro puro, oltre al serpente cosmico Sesa, che vuol dire residuo, e il cui corpo è fatto di cenere. Da qui, la predilezione dei tantrika per i campi di cremazione, dove nel corso delle estasi indotte dalle austerità o dalle sostanze stupefacenti essi conseguono la visione della danza terribile di Siva e di Kali, l’aspetto distruttivo del femminile.

Il serpente interiore kundalini, che rappresenta il principio solare (che nell’induismo è femminile!) perfora i sei chakra inferiori provocando il riassorbimento, a livello microcosmico, dei cinque elementi sottili (tanmatra), dei cinque grossolani (bhuta), dei potenze sensoriali (jnanendrya) e delle potenze d’azione (karmendrya) cui essi corrispondono. Tutti sono assorbiti e consumati nella mente (manas), la quale, identificata con il sesto chakra, nella fase ultima del processo sarà a sua volta dissolta nella pura coscienza di Siva situata nel chakra a mille petali della volta cranica. Quest’ultima è espressione del principio lunare, maschile, il luogo della luna microcosmica, dove giunge il fuoco delle energie sessuali e somatiche. Il seme dello yogin, il rasa, viene al termine del processo trasformato nell’ambrosia (amrita), nel nettare che sgorga dal loto dai mille petali. L’ascesa di kundalini riconduce anche il suono al suo substrato primordiale e non manifesto, in cui esso è il fattore primo di produzione del creato (eppure gli Indù non conoscevano la teoria delle stringhe…). Questa dinamica costituisce il fondamento del mantra yoga, complemento acustico delle tecniche idraulico-ascetiche dell’hatha yoga. Lo yogin è assorbito sempre più profondamente nello stato di samadhi, valutabile secondo i suoni sempre più sottili che egli ode. L’anahata chakra è detto così dal suono inarticolato (anahata) che ivi si manifesta per una “inversione della risonanza (nada)”, che da esteriore diviene interiore, quando l’articolazione esteriore del mantra lascia il posto alla capacità di udire dei mantra non pronunciati, il suono inarticolato (anahata nada). Questo inizia a riverberare a livello del cuore, e subisce una serie di trasformazioni in successione: mugghio dell’oceano, tuono, suono del timpano, conchiglia, corno, flauto, liuto e infine ronzio d’api. La coscienza dello yogin viene innalzata a livelli sempre più elevati, parallelamente alle trasformazioni sempre più eteree dei suoni, divenendone totalmente assorbita. Essa si fa una sola cosa con il suo oggetto di conoscenza, la coscienza di Siva, substrato di ogni suono e di ogni essenza, si fonde in essa ed in essa è assimilata, assorbita e dissolta.
L’omologia tra hatha yoga, mantra yoga e alchimia è data per scontata nei testi tantrici. Nell’Hathayogapradipika di Svatmarama si afferma che “la mente è come il mercurio, il quale, se fissato (baddham) e privato della sua natura transitoria mediante l’assimilazione (jarana) dello zolfo della vibrazione mantrica (nada), si muove liberamente nell’etere” (citato in White, 1996, p. 315). Lo stesso avviene nell’alchemico Rasaratnasamucchaya di Vagbhatta II, che tratta la fase suprema dell’assimilazione dello zolfo al mercurio (jarana), nella quale un composto mercuriale viene calcinato in un puta (crogiolo), assieme a una quantità di zolfo pari a sei volte la sua massa, nel processo detto “fissazione con seme” (sabija-bandha). Per valutare invece la profondità della realizzazione dell’hatha yoga, il parametro più immediato è la misurazione della fase di kumbaka (ritenzione del respiro), che si accompagna ovviamente a una rigorosa immobilizzazione. Mantenendo un’asana (postura) e trattenendo il respiro per periodi di tempo che sono multipli crescenti di un matra (quattro secondi) e di pala (sei matra, ovvero ventiquattro secondi), si acquiscono poteri inverosimili, fino alla sopravvivenza alla dissoluzione dell’universo e degli stessi dei. Vi è un’analogia tra la capacità di proiezione del mercurio, ovvero di combinarsi a dosi crescenti del substrato (lo zolfo, la mica), e la dilatazione del tempo di ritenzione del respiro, che vuol dire una cosa sola: che l’adepto diviene signore del tempo e della materia, immune dalla malattia, dalla vecchiaia e dalla morte.



domenica 20 settembre 2015

Kremmerz


 Kremmerz



Alcuni circoli kremmerziani, dopo un breve periodo di conoscenza associano alla loro catena la persona che lo chiede, senza alcun tipo di preparazione rituale. Questo è da considerarsi sbagliato per una serie di motivi tra l’altro piuttosto oggettivi. Primo perché è sempre necessario guidare il neofita ad uno studio serio e profondo dei principi in base ai quali la magia operativa viene esercitata, in modo che lo stesso sia consapevole di ciò che fa e dei pericoli in cui può incorrere. Secondo perché l’ultimo entrato nella catena fungerà da pila per il nutrimento dell’eggregore di catena, essendo rispetto a quest’entità infinitamente più debole e impuro, dunque ne sarà vampirizzato. Difatti per tali motivi la Miryam è strutturata in circoli interni -gradi- piramidali, sicchè quelli inferiori sono il serbatoio energetico di quelli superiori che da loro traggono vitalità, ma che con loro non si mischiano, il ché è dimostrabile dal fatto che per tale scopo il rituale giornaliero di detta fratellanza varia a seconda del grado. Inoltre il novizio è subito introdotto a rituali quale “le Orazioni di S.Tommaso” o gli “Zike” che non può in realtà sostenere, fungendo da alimento per i geni che va ad evocare. Mentre in altri ordini, ancor prima dell’ingresso nell’eggregore di catena, il neofita è invitato a studiare ma non solo, esso dovrà compiere dei riti purificatori, che durano mesi, al fine di prepararsi e fortificarsi così da essere al pari, o quasi, con i suoi confratelli: che a loro volta gli daranno solo i rituali che potrà sostenere in ragione dell’iter di fortificazione che deve necessariamente seguire.

In alcune fratellanze Kremmerziane si dà l’illusione che è l’operatore del rituale a dirigere con le evocazioni forzando al proprio asservimento le forze occulte, i geni e quant’altro. Questo è molto pericoloso perché può generare un delirio di onnipotenza, che induce a credere di essere il detentore di un potere reale sulle dette forze. Mentre nelle fratellanze serie l’iniziato è subito avvertito di essere un’anima umile che invoca quindi “chiede” - con scienza ovvero nel modo e nei tempi giusti, secondo regole e rituali esoterici - un’aiuto, senza però forzare le entità eoniche o geniali: si rivolge al divino ricordando di essere solo un’uomo.
Nella magia del Kremmerz accanto ai salmi si trovano invocazioni appartenenti a tradizioni diverse come quella assira, o caldea oppure egizia, ed anche romana. Questo logicamente crea diversi contrasti perché non si può buttare alla rinfusa in un calderone ingredienti diversi e opposti, poiché il risultato sarà tutt’altro che quello voluto. Come posso invocare l’aiuto di un angelo attraverso l’uso di un salmo, e poi scongiurarlo in nome di una divinità pagana?

In alcuni circoli kremmerziani si usa una frase sibillina che dice: “preparati a subire il male che deriverà dal bene che farai agl’altri.” Ma quale assurdità! E’ certo che per fare del bene dovrò affrontare delle difficoltà, privandomi di qualcosa per il
vantaggio altrui, ma è altrettanto sicuro che chi avrà ricevuto il mio bene non mi ricambierà mai con il male. Secondo la dottrina esoterica il rituale produce delle onde concentriche che una volta toccata la destinazione ritornando al punto di partenza, ma attenzione, in questo movimento si ha un’inversione di direzione e non di natura delle forze; dunque se ne deduce che chi da un rituale ricava il male è perché ha lanciato il male. Nella fisica troviamo lo stesso assioma: “ogni azione produce una reazione uguale e contraria” ma opposta nella direzione e non nella natura!
Il Kremmerz che partì con ideali sinceri, non comprese che la sua opera avrebbe inquinato la stessa catena che andava a costituire, così tale strumento anziché elevare produce un’involuzione animica. Bisogna costituire piccoli circoli con persone d’animo puro votate al bene, e che seguano un solo indirizzo rituario ben prestabilito. Il maestro deve verificarne costantemente i progressi o i regressi ed aiutarli, ma come è possibile fare ciò se si hanno centinaia di discepoli sparsi per tutt’Italia? E’ logico che bisogna delegare il compito ad altri, ma a quel punto non sarà più l’abilità del fondatore a fare il successo di un circolo ma quello del singolo maestro che lo dirige. Ma è doveroso attribuire il merito al Kremmerz di essere stato il primo divulgatore della vera magia prima inaccessibile anche solo nei suoi enunciati teorici.

-La Catena Iniziatica- 
La caduta delle stelle”
Il Conte di Cagliosto morì segregato in carcere.
Il Conte di San Severo fu avvelenato.
Domenico Bocchini perse la moglie e la figlia a causa di complicanze di parto. Giustiniano Lebano perse 3 figli per il Colera.
Izar morì solo e in povertà.
Giuliano Kremmerz ebbe un figlio inetto, e fu perseguitato dai suoi oppositori tanto da dover espatriare in Francia.
Leone Caetani morì per un Cancro.


Furono tutti iniziati di primissimo livello, reali maestri di alta magia, e senza il loro apporto oggi ci sarebbe ancora più ignoranza intorno alla vera natura della scienza occulta, ma nella loro magia c’è qualcosa che non quadra...COSA?

sabato 19 settembre 2015

L'ATTO SESSUALE ALCHEMICO-TANTRICO

L'ATTO SESSUALE ALCHEMICO-TANTRICO


L’atto sessuale Alchemico-Tantrico è alla base di tutti i concetti esoterici fondamentali del Tantra-Alchimia, senza i quali questa pratica particolare non ha quasi nessun senso.

Il tantra e l'alchimia sono rasa...SUCCO!
Questo termine ha molti significati, si riferisce ai fluidi essenziali che sostengono la vita, conosciuti dai tempi vedici in poi.

I fluidi corporei – in particolare il seme e le secrezioni vaginali – sono stati considerati fin dall’origine della spiritualità sostanze cariche di potere, che l’aspirante, trovandosi sulla via che porta alla libertà e immortalità, deve controllare con la più grande attenzione.


I chiaroveggenti vedici parlavano di soma, il nettare divino, che permetteva loro di stare in compagnia delle divinità.
Questo concetto è stato assimilato anche alle idee di amrita, il nettare dell’immortalità, la cui controparte cosmica è retas, il seme divino.
 Amrita o il risultato delle lavorazioni alchemiche, è descritta come veritiero stato di LIBERTA', essenza della pratica e della realizzazione tantrico-alchemica.
Il tantra e l'alchimia, ha sfruttato questi simboli arcaici, che sono stati, allo stesso modo, la base del quadro concettuale dell’Ayurveda e dell’alchimia.
Nel primo di questi due sistemi, rasa significa plasma, uno dei costituenti somatici (dhatu) insieme al sangue, la carne, il grasso, le ossa, il midollo, il seme e nelle donne il sangue mestruale.
Nel secondo sistema per rasa s’intende il mercurio, il seme di Shiva. I paralleli che esistono tra il tantra, l’Ayurveda e l’Alchimia hanno la loro origine nella filosofia che concettualizza l’universo in termini sessuali o erotici, come creazione di Shiva e Shakti p Mercurio e Zolfo.
Nell’alchimia praticata nell’India medioevale, il fluido sessuale della Dea era paragonato alla mica (un minerale) e il suo sangue mestruale con lo spirito.
Si credeva esso potesse produrre oro insieme con il seme di Shiva, ovvero il mercurio. Nelle scuole tantriche di mano sinistra e in alcune scuole Kaula,nelle scuole alchemiche sumere, egizie ed arabe e poi occidentali, le donne durante la mestruazione erano considerate molto desiderabili.

Yoga-Shikha-Upanishad spiega l’espressione composta raja-yoga come la fusione tra il sangue mestruale (rajas) con il seme (retas)....
La libera interpretazione ha portato, tra l’altro, all’apparizione di alcune pratiche di hatha yoga come vajroli-mudra.



La sessualità – un’arte alchemica

La sessualità non è mai stata “morale”, è amorale in quanto tale. Codificare l’appetito sessuale, inquadrarlo in nomi che non gli sono specifici non solo è inutile, ma rivela anche la totale mancanza delle conoscenze sulle sue immense possibilità generatrici d’energia sottile come, in realtà, essa è: una vera opera alchemica.

Non esiste niente e nessuno da giudicare, d’analizzare, tutto sta nella comprensione di sé, per sé.

È necessario comprendere sperimentalmente, nel proprio essere, la natura delle nostre pulsioni e delle passioni e l’avvicinarsi alla nostra sessualità delinea una vera arte.
Questa arte fa appello alla coscientizzazione viva e precisa degli impulsi fisiologici durante la fusione amorosa, alla percezione chiara e cosciente dei processi sottili che fanno nascere il desiderio e conducono il piacere al culmine dell’estasi.
La tradizione tantrica-alchemica, così come quella taoista, nasconde reali tesori sulla natura alchemica della sessualità umana.
Partendo da ciò, per capire le prospettive della sessuologia transpersonale, dobbiamo imparare prima di tutto a percepire e a sentire.
Imparare a percepire e a sentire “quello che è”, ecco una via di realizzazione integrale dell’atto amoroso (e di fatto, dell’intera nostra vita), non frammentata da piaceri passeggeri e senza sostanza. Così per comprendere profondamente la natura umana, l’alchimia “delle energie di vibrazione”, dobbiamo sperimentare la diversità dei fenomeni psicosomatici e spirituali e scoprire i loro intimi processi.
Quando il desiderio è percepito nelle sue manifestazioni sottili, energetiche, nella loro matrice, si produce una metamorfosi dell’attrazione sessuale che era, fino a questo momento, localizzata strettamente a livello organico.

La diffusione del piacere si manifesta allora attraverso la voluttuosità amorosa che nasce al di là delle funzioni della personalità umana (emozioni, sentimenti) e alle volte anche indipendentemente da questa.
L’amore sensuale può essere considerato come vera arte solo quando tra i due amanti esiste un sentimento autentico d’amore. Se i due amanti possono vivere l’amore, la gioia o riconoscere l’altro, possono poi “scivolare” nella relazione duale del piano dell’identificazione corporea e vivere pienamente il piacere che può diventare in queste condizioni un trampolino verso stati superiori di coscienza.
L’emozione sessuale precede spesso l’atto sessuale. Essa è, in modo eccezionale, vissuta nei momenti di passaggio da un livello organico grossolano ad un livello emotivo più sottile, ma non permette in nessun caso, da sola, ad una vera alchimia.
Rendere alchemico l’atto amoroso presuppone così una perfetta conoscenza della propria sessualità, un controllo immenso sull’energia sessuale e l’esistenza di un amore puro e incondizionato.

“Il fuoco della passione è al di là di tutto la voluttuosità dell’eternità”


Le forme fisiche dei desideri determinano i gusti e le attrazioni sessuali, mentre l’aspirazione profonda di questi desideri è in sé quello di realizzare la pienezza, lo stato di unità.
Osservando da un punto di vista superiore, l’atto amoroso non è un semplice soddisfacimento del desiderio fisico, istintuale.
Di fatto è un’aspirazione interiore per perfezionare quell’opera alchemica grazie alla quale si unificano il principio Maschile, solare con il principio Femminile, lunare, allo scopo di perfezionare l’essere.
Ecco quindi una nuova visione sulla sessualità, che potrebbe sconvolgere molte persone. “Può l’atto sessuale aiutare l’essere umano a raggiungere lo stato perfetto e liberarsi” di cui parlano i mistici?

La risposta è semplice e molto reale: Si.


Il desiderio d’amare, la volontà di piacere e lo sforzo di portare gioia nell’altro provengono tutte dall’aspirazione interiore dell’essere umano di unirsi con se stesso nella beatitudine universale. “Il fuoco della passione” di cui si dice si accende tra gli innamorati è, nell’essenza, al di là di tutto, una voluttuosità dell’eternità.
L’orgasmo è così cercato e desiderato dagli uomini, non perché è solo una sensazione estremamente piacevole e intensa, ma anche perché è ciò che ci estrapola dal tempo e ci offre l’occasione di percepire il gusto dell’eternità.
Sapendo tutto ciò, un essere umano cosciente e spirituale può, vivendo l’atto sessuale amoroso pieno di trasfigurazione ed emozione spirituale, arrivare al culmine della vita spirituale che altri raggiungono solo con le preghiere e le meditazioni.
Così, l’orgasmo non appartiene esclusivamente al piacere; esso è transostanziale, in modo essenziale, esso appartiene a quella natura immateriale, potremmo dire spirituale, di noi stessi.
MRA

venerdì 18 settembre 2015

IL SESSO ALCHEMICO-TANTRICO





IL SESSO ALCHEMICO-TANTRICO







Il tantra, spesso tanto esaltato quanto frainteso nel mondo occidentale, rappresenta forse la via più antica trasmessa all’umanità.
Le tecniche trovano posto nell'alchimia e nei testi fondamentali del Tantra.
La completa superficializzazione e grande sovvertimento cui questo insegnamento è stato sottoposto, ne hanno decretato la completa dimenticanza nella popolazione occidentale ma, soprattutto, hanno portato ad un’errata apposizione del rapporto sessuale in rapporto alla ricerca interiore.
Eludendo da questo testo però, ciò che accade oggi nel mondo è la confusione del sesso o, meglio, del rapporto sessuale, con il rapporto emotivo. Nulla di più sano, naturalmente, ma in realtà ed al contempo, nulla di più fuorviante.
Il rapporto sessuale può essere una via incredibilmente rapida e profonda, per penetrare quegli aspetti legati all’espansione (significato originale del termine Tantra-Alchimia), attraverso la fusione (ovvero lo Yoga-Unione del Rebis propriamente detto).
Entrare all’interno di un rapporto sessuale vero, in cui l’energia fluisce liberamente tra i corpi degli amanti è un dono ed una rarità. Ma quando accade, questo può portare allo spalancamento di porte percettive e propedeutiche a dimensioni del tutto sconosciute e difficilmente sperimentabili con altre forme meditative se non dopo percorsi ordinariamente molto più lunghi.
Il rapporto emotivo nulla ha a che vedere con questo stato se non in termini di estrema rarefazione che, all’occhio esterno, potrebbero addirittura essere visti come gelidi. Lasciare passare in sè l’energia, il calore e il fuoco che possono svilupparsi in queste condizioni richiede un controllo del tutto eccezionale, in quanto la possibilità di perdere completamente l’orizzonte umano è molto reale.

Ascoltare il cuore è condizione fondamentale per accedere a stati sempre più profondi di percezione durante un rapporto sessuale, ma questo non implica alcun tipo di emozione. Ascoltare il cuore in questo caso significa perdersi nella corrente ascensionale che si produce quando, durante la penetrazione, i flussi energetici delle nadi di ambo i partecipanti iniziano ad intrecciarsi esattamente all’interno del quarto chakra.
Perchè questo avvenga però, occorre immergersi prima completamente all’interno del desiderio che si manifesta alla base della colonna, inizialmente percepibile come una sorta di potente brivido caldo nella zona lombare posteriore.
L’astensione da qualunque considerazione è in questo momento perfettamente essenziale. Con l’approfondirsi dello scambio energetico, uno dei due praticanti potrà percepire, nell’organo sessuale dell’altro, un repentino quanto violento cambio di temperatura, sia nel caldo che nel freddo, che porterà ad avvertirlo come una massa di ghiaccio oppure un fuoco acceso.
Proseguendo nel rapporto, senza alcuna volontà di giungerne alla logica conclusione, allora davvero sarà possibile sperimentare una perdita di sè nel fuoco o nel ghiaccio, una perdita che provocherà il distacco dalle ordinarie dimensioni percettive e un’entratura in dimensioni difficilmente descrivibili verbalmente ma che potrebbero essere accomunate ad uno stato definibile come preghiera.
Ovvero l’espressione di un desiderio così forte da non poter essere ignorato da parte di Dio.
Questo è il vero scopo di un rapporto sessuale.

A nulla servirebbe possedere tutta l'erudizione di questo mondo se non si riesce a morire in se stessi...Questo scritto breve è indirizzato a coloro che sono sul sentiero iniziatico,ma di libera lettura per tutti come da impostazione di questo blog,siamo immersi in una vita in realtà complessa e da scoprire per i diversificati livelli di coscienza esistenti in Terra...Frantumare gli aggregati psichici negativi è possibile soltanto nella"Fucina dei Ciclopi",in pieno coito chimico,se vogliamo chiamarlo così.L'energia sessuale è la migliore arma nelle mani dell'Iniziato addestrato ed evoluto per operare anche sugli IO negativi.Non posso e non mi è concesso parlare di operatività occulte dilungandomi anche in una esposizione di questo tipo,ma è autorizzata e concessa entro i suoi limiti di utilità alla coscienza umana degna...Uomo e donna,sessualmente uniti sono circondati da terribili forze cosmiche.Uomo e donna,sessualmente uniti sono avvolti da poderose forze che diedero esistenza all'universo.

L'uomo è la forza positiva,la donna è la forza negativa,(naturalmente per positivo + e negativo - non si intende il bene e il male secondo la corrente moralità relativa ordinaria...)per positivo e negativo va inteso il ruolo delle polarità nella triade cosmica divina...Padre+-(neutro)Madre-(negativo)Figlio+(positivo).La forza neutra concilia le prime due.Se le tre forze si dirigono contro un aggregato psichico questo si riduce a polvere cosmica.L'uomo iniziato nel rapporto sessuale deve aiutare la sua donna sacerdotessa prendendo gli aggregati psichici di lei come se fossero i suoi..Anche la donna deve prendere gli aggregati psichici dell'uomo come fossero i suoi.Così la forza positiva,negativa e neutra,debitamente unite,si dirigeranno contro qualsiasi aggregato...altro non mi è possibile aggiungere della complessa operatività...Questa è la chiave della dinamica sessuale superiore per disintegrare anche gli aggregati psichici.Uomo e donna sessualmente uniti devono invocare interiormente chiedendo alla Madre Divina(Devi Kundalini se si vuole intederla così)di agire su quell'aggregato psichico specifico e distruggerlo dopo averlo capito bene a fondo.

Naturalmente sto parlando di persone evolute e iniziate a tale operatività occulta.Se l'uomo vuole annientare un aggregato psichico,sia di odio,di lussuria o di gelosia ecc.. invocherà la Madre Divina(energia cosmica)chiedendogli di disintegrare un certo aggregato,e la sua donna,lo aiuterà con la stessa invocazione interiore,come se l'aggregato fosse suo.Così procederà l'uomo con gli aggregati psichici della sua donna come se fossero suoi.La totalità delle forze dell'uomo e della donna,durante il rapporto sessuale a carattere iniziatico,deve,se serve in tal senso(può essere utilizzato per molte altre cose...)deve dirigersi a volte contro gli aggregati psichici dell'uomo,e a volte verso quelli della donna:in questo modo la si potrà fare finita con l'EGO negativo e i suoi IO,(le Legioni...).Questa è la chiave della super dinamica sessuale;connessione del Lingam-Yoni senza eiaculazione dell'entità seminale dirigendo le tre forze contro ogni aggregato psichico negativo,o per altre operazioni Magiche.

Questo è quanto posso dire in base alle richieste ricevute sul parlare di aspetti della sessualità iniziatica,avendoVi indicato più che chiaramente il concetto.Ricordo anche che ad ogni eiaculazione fisica ordinaria nel suo contenuto seminale vi sono anche micro particelle di cervello che se ne vanno...questo è materia di altri discorsi...Si guardi coloro che depauperano il loro liquido seminale senza controllo in che condizioni si trovano...sono comunque esempi limite ma chiari...Anche chi pratica una sessualità iniziatica può eiaculare il seme dopo aver valutato il necessario da osservare...Ricordo anche che l'alimentazione sopperisce solo per il composto che può essere ri-immagazzinato a seguito di una eiaculazione di liquido seminale,(le micro-particelle di cervello scordatevele)l'energia vitale dispersa con esso può essere compensata dal Corpo Eterico in buone condizioni...lo stesso per la sostanza astrale e mentale...Ma bisogna anche dirigerci le nostre conoscenze interiormente,sempre che le si abbiano.Non dimentichiamoci che durante il rapporto sessuale l'uomo e la donna uniti sono in VERITA' un androgino divino onnipotente e terribile.

MRA

QUANDO LE CELLULE COMANDANO

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LA CONOSCENZA E LE CONOSCENZE

LA CONOSCENZA E LE CONOSCENZE


La conoscenza è una cosa le conoscenze sono altra cosa, tutti confondono le due cose non rendendosi conto che per contenere la conoscenza si parla solo di conoscenze.
Il desiderio della scienza contemporanea è quello di spezzettare e specializzare divergendo dalla vera conoscenza che è invece integrare ed unificare, vedendo in ogni cosa un collegamento ed interdipendenza assoluti.
Il vedere come vede la scienza porta alla tentazione della materia il vedere come vede l'iniziato porta alla liberazione.
Ne è testimonianza la didattica odierna che non tiene conto delle disposizioni degli allievi ma solo delle disposizioni del mercato e di quattro storici ecc. che decidono cosa trasmettere e cosa no.
Ma questo sarebbe il minimo male se si limitasse a cio', anche se bisogna assolutamente osservare che l'azione voluta dalla civilta' contemporanea è volta a tarpare le ali spirituale e a non fare volare assolutamente la persona che volesse intraprendere una discesa in se stesso, invece di stare bloccato nei cinque sensi.
Le conoscenze sono la cosa che viene elargita dai profeti e profetoni che si arrogano il diritto di dirti quello che devi e non devi credere manifestando in ogni cosa anche alterazione mentale propria mentre si manifestano al popolo.
E' del profeta la mancanza di equilibrio essendo preda di altre forze che lo agiscono come esse desiderano e lo portano a dire le cose che dice per fini oscuri.
IL PROFETA E' UN MEDIUM IL VERO INIZIATO E' UN DIO.
Non vi è neutralita' iniziatica, base prima per la salita in alto, e si pensa che è prova di manifestazione spirituale l'assenza di equilibrio e i visi trasformati di follia, invece dell'equilibrio e la pace e la calma...ma tant'è!

E gli stupidi seguono i pifferai magici che ogni tanto appaiono ( oggi con Facebook, televisione e radio vari, si raccoglie tutta la spazzatura necessaria e la si mette li per imbrogliare ancora maggiormente la mente e coscienza delle persone che hanno la malasorte di vederle, sentirle e leggerle).
Se prendo come esempio FB mi viene il brivido di come questo calderone sia proprio l'apparizione di quanto Guenon ed Evola ed altri affermavano essere proprio la decadenza del mondo moderno ovvero l'accelerazione della distruzione di questi tempi infami.
Basta anche andare su youtube per vedere anche i folli che pensano che i propri deliri siano VERITA'.
C'E' DA SORRIDERE O PIANGERE NON LO SO, MA ONESTAMENTE NON ME NE IMPORTA DI CHI CI CADE DENTRO. PEGGIO PER CHI SI FA ABBINDOLARE DAL PROFETONE DI TURNO CHE SNIFFA COCA O... S'ILLUDE DI PRATICARE MAGIA O ALCHIMIA.... :-)
PER POTER STARE AL PASSO CON LE PROFEZIE CHE IMMAGINA....

Ma la civilta' attuale è questa. Una massa si esseri che si trascina nel fango dei sensi e che non riesce a vedere oltre il proprio naso, che si mette a fare trasmissioni su tutto e che è convinta che la sua vita sia UNA VITA IMPORTANTE....solo perche' glielo hanno lasciato credere.
Cosi' non è se LA VOSTRA MENTE CONTINUA A CORRERE CORRERE CORRERE...DA LI SI MISURA QUANTO UNO VALE.
E naturalmente molti se non tutti che si sono presi il pesante carico...ma nessuno glielo ha chiesto...predicano sofferenza e rigore mentre la verita' è solo la MENTE CALMA E PRESENTE A SE STESSA CHE NON SVOLAZZI COME UN UCCELLO IMPAZZITO.
Ma si sa solo dando CONOSCENZA E NON CONOSCENZE...OSSIA CHE LA TUA MENTE DEVE TROVARE IL SILENZIO PRIMA E NON DOPO PER TROVARE LA DIVINITA', AVRAI LA GIUSTA VIA.
E non puoi certo ed assolutamente andare a parlare di mente calma quando vedendoti TUTTI E DICO TUTTI SI ACCORGONO CHE SEI UNO PSICOPATICO!
LA CALMA! QUESTO E' IL SEGNALE DI CHI E' ARRIVATO, NON L'ECCITAZIONE E LA FOLLIA, LA VENDETTA E IL MAL PARLARE, DI COLORO CHE ATTUALMENTE CALCANO LA SCENA DEI MEDIA.
VI PREGO DI PRENDERNE ATTO E DI VEDERE CON OCCHI DIVERSI CHI PREDICA DIO MA INVECE E PREDA DI SATANA...DICIAMO COSI'... CHE SI NASCONDE DENTRO DI LORO...GESU' DISSE: DALLE LORO AZIONI LI GIUDICHERETE!
FATELO!
MRA




martedì 8 settembre 2015

COMUNICATO DELL'ORDINE AMMONIO

COMUNICATO DELL'ORDINE AMMONIO



ORDINE AMMONIO

O.A.


Da noi tutto proviene e a noi tutto ritornerà. 

Ai conduttori della cieca turba, ai giullari della sapienza umana, vogliamo sia chiara una cosa: Siamo Ordine Antico, e Antichi e non noti al volgo sono i mezzi da noi usati.

La  Legge Naturale, che porta a compensazione ogni atto verso Noi rivolto, è la sola che riconosciamo. Chi ha orecchie per intendere avrà inteso a questo punto, gli altri intenderanno per diversa via. 

Da noi tutto proviene e a noi tutto ritornerà.

   O.A.

giovedì 3 settembre 2015

Alchimia Fisica

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Conte di Gabalì


Conte di Gabalì

       

L'ALCHIMIA CHE IO CONOSCO E TRASMETTO...SCONOSCIUTA...E IL PERCHE' PORTO PROBLEMI...
MRA

Un principe alchimista della Napoli borbonica, mentre conduceva misteriosi esperimenti sulla radioattività, divulgava in Italia i racconti dei cabalisti seicenteschi su enigmatiche esperienze di “rapimento alieno” avvenute in Francia in epoca carolingia.


Nel 1749 a Napoli, o forse altrove, due nobiluomini destinati entrambi a divenire leggende si incontrarono per parlare di scienza, di magia e di enigmatici documenti.
Del primo, conosciuto come conte di Saint Germain, le origini e gran parte della vita sono avvolti nel mistero. Pare fosse originario della Transilvania, ma poteva essere francese o italiano; detentore di strane sapienze e, sembra, di strani poteri, la sua fama di alchimista, profeta, taumaturgo, chimico e raffinato musicista avrebbe ben presto brillato alla corte di Luigi XV e percorso l’Europa insieme al mito della sua età pluricentenaria. Il secondo, meno evanescente ma ugualmente misterioso, era una tra le più eminenti figure culturali e politiche dell’Italia borbonica: il principe partenopeo Raimondo de Sangro di Sansevero, medico, letterato, inventore, alchimista, mago, nonché Gran Maestro della Massoneria Napoletana.
                                         

L’episodio viene descritto in una lettera inviata da Sansevero nel novembre 1753 al barone Henri Theodor de Tschudy (1724-1769), fondatore e animatore di un interessante Rito massonico noto come la Stella Fiammeggiante. La lettera è stata ritrovata nella prima metà dei nostri anni ’80 nell’archivio di famiglia del poeta e massone napoletano Francesco Gaeta (1879-1927), i cui eredi l’hanno messa a disposizione della giornalista Clara Miccinelli e di altri studiosi che, a quanto pare, ne hanno accertato l’autenticità. Nella parte finale del testo, scritto in linguaggio cifrato secondo codici rosicruciani che hanno richiesto faticose decrittazioni, de Sangro fa esplicito riferimento ai suoi contatti con il “conte immortale”. Nel corso dell’incontro il principe mostrò a Saint Germain, suo confratello negli Alti Gradi dell’iniziazione massonica, oltre che negli studi alchemici, sostanze dalle misteriose proprietà che si era procurato per mediazione di Federico di Prussia, anch’egli coinvolto negli studi ermetici. Il principe le descrive come “cristalline, luminescenti al buio, di color di pece e olive ... Esse procurarono la morte di farfalle chiuse in ampolle con coverchi forati. Infrapponendo lastra di Piombo tra ampolle e sostanze, le farfalle non morirono. Saturno bloccava raggio e effluvio mortali. Il fenomeno è al pari di raggio-attivo, simile a quello che osservasi nel Sole.” Una descrizione sorprendentemente “moderna” di ardite manipolazioni forse su minerali di pechblenda, una sostanza radioattiva contenente uranio e radio, dai cui depositi naturali, largamente presenti in Boemia, ai confini con la Prussia, furono estratti i campioni grezzi utilizzati dai coniugi Curie più di cent’anni dopo, nel 1898, per isolare il radio.
Un’ulteriore conferma sul fatto che de Sangro manipolasse la radioattività e studiasse la natura metabiologica del sangue, nonché la possibilità di utilizzare queste nuove energie per alterare gli stati di coscienza, ci proviene da altri suoi documenti — anch’essi ritenuti autentici da numerosi esperti, fra cui l’amico professor Paolo Aldo Rossi dell’Università di Genova — ritrovati dalla stessa Miccinelli e dai suoi collaboratori in seguito a una serie di incredibili coincidenze e di pericolose esplorazioni nel sottosuolo di Napoli. 
                                     

In una delle pergamene Sansevero racconta di aver ottenuto una “polvere violacea” emanante “energia sconosciuta e veemente. Quantevolte la tocco, tremito m’assale interiore. Sono in un altro stato di Coscienza. Un solo granello di senape di Saturno contiene energia di Mutazione Totale.” Cosa intendeva con quest’espressione? E cosa lo spinse, inoltre, a costruire le sue celebri macchine anatomiche, scheletri umani lavorati con spago, fil di ferro e cera d’api, utilizzabili come modelli di studio sulla circolazione arteriosa e venosa, oggi esposti nei sotterranei della sua celebre cappella gentilizia e descritti dalla leggenda popolare come i resti di due servitori pietrificati dal “principe-stregone”?
Né va dimenticato che dalla Loggia di Sansevero e di Tschudy derivarono le loro tecniche di “rigenerazione” metabiologica sia Cagliostro (1743?-1795) con la sua Massoneria Egiziana, sia i misteriosi Maestri Osiridei del magista terapeutico napoletano Giuliano Kremmerz (1861-1930). Carattere precipuo di queste Tradizioni, tutt’oggi praticate all’interno di alcune moderne Fraternità Ermetiche, è di ricercare modalità di rapporto con altre dimensioni (spesso personificate con Esseri Angelici o Demonici), da cui sviluppare salti di coscienza e poteri molte volte connessi a un uso magico e trasmutatorio della sessualità.
“Allorquando ebbi incontro con Supremo Fr. S. Germain per Gabalì” — scrive Sansevero a de Tschudy nella sua lettera cifrata — “a lui mostrai la scoperta di quelle sostanze”. Forse, dunque, i due confratelli si erano incontrati anche per vagliare l’eventualità di pubblicare in Italia una fra le più intriganti opere a sfondo magico-kabbalistico circolate in Europa: Il conte di Gabalì, ovvero conversazioni sulle scienze secrete, pubblicata a Parigi nel 1670 a firma dell’abate Nicolas P.H. di Montfaucon de Villars, erudito eretico e libertino, scacciato dalla Chiesa, assassinato nei pressi di Lione in circostanze misteriose e sepolto a Limoux, non lontano da quel sito francese sovraccarico di misteri che è Rennes Le Château. Il libro, in bilico fra satira, romanzo fantastico e opera mistico-esoterica d’intonazione rosicruciana, descrive i dialoghi fra l’autore e un immaginario cabalista tedesco, il “conte di Gabalì”, venuto in Francia per istruire gli Aspiranti alla Saggezza sulle scienze ermetiche e sui mezzi per stabilire rapporti con gli “spiriti elementali”. Già Paracelso (1493-1541) aveva dissertato nel suo Liber de Nimphis su Gnomi, Ondine, Salamandre e Silfidi, abitatori secreti dei quattro elementi e sulle tecniche magiche per conoscerli; nel Gabalì la trattazione assume però caratteri di maggiore concretezza e viene teorizzata una prassi di erotismo magico come forma privilegiata di rapporto con queste Entità, atta anche a produrre forme ibride tra noi e “loro”. E con un tono anticipatorio da brivido per chi sia informato sugli attuali, inesplicabili “rapimenti” (abduction) a opera delle Entità connesse al fenomeno UFO, interessate a quanto pare a connubi genetico-sessuali con soggetti umani, l’opera narra che in Francia “durante il regno del vostro Pipino ... si vedevano nell’aria queste meravigliose creature in forma umana ... oppure su navi aeree di una mirabile struttura, la cui flotta volante navigava secondo gli zefiri ... 
                                               

Il popolo credette subito che fossero stregoni che si erano impossessati dell’aria per suscitare tempeste e far grandinare sulle messi ... I Silfi, vedendo che il popolo, i pedanti e persino le teste coronate si erano messi così sulla difensiva contro di loro, per disperdere la cattiva opinione che si aveva della loro flotta innocente risolsero di rapire uomini di ogni parte, di mostrare le loro belle donne, la loro repubblica e il loro governo, e poi di rimetterli a terra in vari luoghi del mondo ... e avvenne che un giorno, tra gli altri, a Lione si videro scendere dalle navi aeree tre uomini e una donna; tutta la città si raduna là intorno, grida che sono maghi e che Grimoaldo, duca di Benevento, nemico di Carlo Magno, li manda per rovinare le messi della Francia. I quattro innocenti hanno un bel dire, per difendersi, che sono dello stesso paese, che sono stati rapiti da poco da uomini prodigiosi che hanno mostrato loro meraviglie inaudite e li hanno pregati di riferirle. Il popolo ... stava per gettarli nel fuoco”, quando Agobardo, vescovo di Lione, dichiarò che l’intera storia era impossibile e così furono graziati. L’opera fu messa all’indice dalla Chiesa già nel 1712 e quando de Sangro dopo l’incontro con Saint Germain la tradusse e ristampò a Napoli nel 1751 scatenò le ire dei gesuiti e venne scomunicato.
                      

Restano ignoti scopi e fonti del Gabalì e di opere come La Chiave del Gabinetto, che l’alchimista milanese Giuseppe F. Borri pubblicò a Colonia nello stesso periodo di Mountfaucon, così simile al Gabalì da sembrarne una parafrasi e da far supporre ad alcuni studiosi, tra cui la Miccinelli, che gli autori avessero concordato di pubblicare in due versioni lo stesso materiale. E, se i documenti di de Sangro sono effettivamente autentici, resta inquietante il fatto che una sorta di abduction di epoca carolingia venga descritta in testi di magia sessuale di cabalisti del Seicento e diffusa da un magista borbonico interessato a radioattività e a mutazioni psicofisiologiche, le cui ricerche hanno originato una tradizione, ancor oggi vivente, di alchimia rigenerativa.

TUTTO CIO' IO TRASMETTO
MRA

martedì 1 settembre 2015

Dioniso e la via della “Mano Sinistra” di Julius Evola

PUBBLICO UN ARTICOLO DI JULIUS EVOLA CHE PARLA DI CERTE COSE IN MANIERA CHE SI COMPRENDANO SEMPRE COSE PIU' APPROFONDITE NELLA PROPRIA VITA E NELLE VAREI VIE CHE SI DIPANANO NELL'ESSERE UMANO E NELLE SUE POSSIBILITA'.
E' INUTILE CHE CI SI OSTINA A DIRE CHE LA VIA E' UNA E CHE VA BENE PER TUTTI...COSI' NON E'!
LE VIE SONO MOLTEPLICI E GLI UOMINI ANCHE!!!

                                    


Dioniso e la via della “Mano Sinistra”
di Julius Evola
Quali sono tratteggiati nell'esposizione di una delle prime opere, assai suggestiva, di Federico Nietzsche - La nascita della Tragedia - i concetti di Dioniso e di Apollo hanno una scarsa corrispondenza col significato che queste entità ebbero nell'antichità, specie in una loro comprensione esoterica. Ciò nondimeno qui ci rifaremo proprio a quella loro assunzione nietzschiana come punto di partenza, al fine di definire degli orientamenti esistenziali fondamentali. Cominceremo col presentare un mito. Immerso nella luminosità e nell'innocenza favolosa dell'Eden l'uomo era un beato e un immortale. In lui fioriva l'Albero della Vita e lui stesso era questa vita luminosa. Ma ora sorge una nuova, inaudita vocazione: la volontà di un dominio sulla vita, il superamento dell'essere, per il potere di essere e non essere, del Si e del No. A ciò si può riferire l'Albero del Bene e del Male. In nome di esso l'uomo si stacca dall'Albero della Vita, il che comporta il crollo di tutto un mondo, nel lampeggiamento di un valore che dischiude il regno di colui che, secondo un detto ermetico, è superiore agli stessi dèi in quanto con la natura immortale, a cui questi sono astretti, ha nella sua potenza anche la natura mortale, epperò con l'infinito anche il finito, con l'affermazione anche la negazione (tale condizione fu contrassegnata dall'espressione di “Signore delle Due Nature”). Ma a questo atto l'uomo non fu sufficiente; lo prese un terrore, da cui fu travolto e spezzato. Come lampada sotto uno splendore troppo intenso - è detto in un testo cabalistico -, come un circuito percosso da un potenziale troppo alto, le essenze si incrinarono. A ciò va rapportato il significato della “caduta” e della stessa “colpa”. Allora, scatenate da questo terrore. le potenze spirituali che dovevano essere serve, immediatamente si precipitarono e ghiacciarono in forma di esistenze oggettive autonome, fatali. Sofferta, resa esterna e fuggente a se stessa, la potenza prese le specie di esistenza oggettiva autonoma, e la libertà - l'apice vertiginoso che avrebbe instaurato la gloria di un vivere superdivino - si fece la contingenza indomabile dei fenomeni fra i quali l'uomo vaga, trepida e misera ombra di se stesso. Si può dire che questa fu la maledizione scagliata dal “Dio ucciso” contro colui che fu incapace di assumerne l'eredità. Con Apollo, inteso sempre in termini nietzschiani, si sviluppa ciò che deriva da questo venir meno. Nella sua funzione elementare, deve essergli riferita la volontà che si scarica di sé stessa, che non vive più se stessa come volontà, sibbene come “occhio” e come “forma” - come visione, rappresentazione, conoscenza. È appunto l'artefice del mondo oggettivo, il fondamento trascendentale della “categoria dello spazio”. 
                                

Lo spazio, inteso come il modo dell'esser fuori, come ciò per cui le cose non sono più vissute in funzione di volontà bensì sotto le specie di immagini e di visività, è l'oggettivazione primordiale della paura, dell'incrinarsi e dello scaricarsi della volontà: trascendentalmente, la visione di una cosa è la paura e la sofferenza riguardanti quella cosa. E il “molteplice”, l'indefinita divisibilità proprie alla forma spaziale ne riconfermano il significato, riflettendo appunto il venir meno della tensione, il disgregarsi dell'unità dell'atto assoluto (1). Ma come l'occhio non ha coscienza di sé, se non in funzione di ciò che esso vede, del pari l'essere, reso esteriore a sé stesso dalla funzione “apollinea” dello spazio, è essenzialmente dipendente, legato: è un essere che si appoggia, che trae da altro la propria consistenza. Questo bisogno di appoggio genera la “categoria del limite”: la tangibilità e solidità delle cose materiali ne sono l'incorporazione, quasi la sincope stessa della paura che arresta l'essere insufficiente sul limitare del mondo “dionisiaco” . Perciò la si potrebbe chiamare il “fatto” di questa Paura, di cui lo spazio è l'atto. Come caso particolare del limite, si ha la legge. Mentre colui che è da sé stesso non ha paura dell'infinito, del caos, di ciò che i Greci chiamavano l'apeiron, perché anzi vi vede riflessa la propria natura più profonda di ente sostanziato di libertà, colui che trascendentalmente viene meno ha orrore per l'infinito, fugge da esso e cerca nella legge, nella costanza delle sequenze causali, nel prevedibile e nell'ordinato un surrogato di quella certezza e di quel possesso da cui è decaduto. La scienza positiva e ogni morale potrebbero, in un certo senso, rientrare in una non diversa direzione. La terza creatura di “Apollo” è la finalità. 
                       

Per un dio, il fine non può avere alcun senso, dato che egli fuori di sé non ha nulla - né un buono, né un vero, né un razionale, piacevole o giusto - da cui trarre norma ed essere mosso, ma buono, vero, razionale, piacevole e giusto si identificano con ciò che egli vuole. semplicemente in quanto lo vuole. In termini filosofici, si può dire che della sua affermazione, la “ragion sufficiente” è l'affermazione stessa. Invece gli esseri esteriori a sé stessi per agire hanno bisogno di una correlazione, di un movente dell'azione o, per meglio dire, della parvenza, di un movente dell'azione. Infatti in casi decisivi, fuori da contesti banalmente empirici, l'uomo non vuole una cosa perché la trova, ad esempio, giusta o razionale, ma la trova giusta e razionale semplicemente perché la vuole (la stessa psicanalisi ha dato, a tale riguardo, alcuni contributi validi). Ma di scendere nelle profondità in cui il volere o l'impulso

nudamente si afferma, egli ha paura. Ed
ecco che la prudenza “apollinea” preserva
dalla vertigine di qualcosa che possa
accadere senza avere una causa e uno
scopo, ossia unicamente per sé stessa, e
secondo lo stesso movimento con cui
liberò la volontà in una visività, fa ora
apparire, attraverso le categorie della
“causalità” e della cosiddetta “ragion
sufficiente”, le affermazioni profonde in
funzione di scopi, di utilità pratiche, di
motivi ideali e morali che le giustifichino,
su cui si appoggino. Così tutta la vita della
gran massa degli uomini prende il senso di
un fuggire dal centro, di una volontà di
stordirsi e di ignorare il fuoco che arde in
loro e che essi non sanno sopportare.

                    


Tagliati fuori dall'essere, essi parlano, si agitano, si cercano, si amano e si accoppiano in richiesta reciproca di conferma. Moltiplicano le illusioni e così erigono una grande piramide di idoli: è la costituzione della società, delle moralità, delle idealità, delle finalità metafisiche, del regno degli dèi o di una tranquillizzante provvidenza, per supplire all'inesistenza di una ragione centrale, di un significato fondamentale. Tutte “macchie luminose a soccorso dell'occhio offeso per aver fissato nell'orribile tenebra” - per usare le parole di Nietzsche. Ora l'altro - l'oggetto, la causa, la ragione, ecc. - non esistendo in sé, essendo soltanto una apparizione simbolica del deficiere della volontà a sé stessa, con l'atto in cui questa chiede ad altro la sua conferma, in realtà va solo a confermare la sua stessa deficienza (2). Così l'uomo vaga, simile a colui che insegue la propria ombra, eternamente assetato e eternamente deluso, creando e divorando incessantemente forme che “sono e non sono” (Plotino). Così la “solidità” delle cose, il limite apollineo, è ambiguo; esso viene meno alla presa e rimette ricorrentemente ad un punto successivo la consistenza che esso sembrava garantire e con cui lusingava il desiderio e il bisogno. Donde, oltre quella dello spazio, la categoria del tempo, la legge di un divenire di forme che sorgono e si dissolvono - indefinitamente -, perché per un solo istante di arresto, per un solo istante in cui non agisse, non parlasse, non desiderasse, l'uomo sentirebbe crollare tutto. Così la sua sicurezza fra le cose, le forme e gli idoli è spettrale quanto quella di un sonnambulo che va sull'orlo di un abisso (3) . Tuttavia questo mondo può non essere l'ultima istanza. Non avendo infatti radice in altro, essendone soltanto l'Io il responsabile e tenendone egli entro di sé le cause, egli ha in via di principio la possibilità di operarne la risoluzione. Così è attestata una tradizione riguardante la grande Opera, la creazione di un “secondo Albero di Vita”. Questa è l'espressione usata da Cesare della Riviera, nel suo libro Il mondo magico degli Heroi (2a ed. Milano, 1605), dove tale compito è associato alla “magia” e in genere alla tradizione ermetica e magica. Ma in questo contesto è interessante considerare ciò che è proprio alla cosiddetta “ Via della Mano Sinistra”. 

                                             

Essa comporta il coraggio di strappar via i veli e le maschere con cui “Apollo” nasconde la realtà originaria, di trascendere la forme per mettersi in contatto con l'elementarità di un mondo in cui bene e male, divino e umano, razionale e irrazionale, giusto e ingiusto non hanno più alcun senso. Nel contempo, essa comporta il saper portare all'apice tutto ciò da cui il terrore originario è esasperato e che il nostro essere naturalistico e istintivo non vuole; saper rompere il limite e scavare sempre più profondamente, alimentando la sensazione di un abisso vertiginoso, e consistere, mantenersi nel trapasso, da cui altri sarebbero spezzati. Da qui la possibilità di stabilire una connessione anche col dionisismo storico, a tale riguardo entrando in questione non quello “mistico” e “orfico”, bensì quello tracio, che ebbe alcuni aspetti selvaggi, orgiastici e distruttivi. E se Dioniso si rivela nei momenti di crisi e di crollo della legge, anche la “colpa” può rientrare in questo campo esistenziale; in essa il velo apollineo si squarcia e, messo di faccia alla forza primordiale, l'uomo giuoca la partita della sua perdizione o del suo farsi superiore a vita e a morte. È interessante che il termine tedesco per delitto comprenda il significato di uno spezzare (ver-brechen). Un atto lo si può continuare a chiamare colpevole in quanto è un atto di cui si ha atto lo si può continuare a chiamare colpevole in quanto è un atto di cui si ha paura, che non ci si sente di poter assumere assolutamente, per cui si viene meno ad esso, che incoscientemente giudichiamo essere qualcosa di troppo forte per noi. Ma una colpa attiva, positiva. ha qualcosa di trascendente. Novalis ebbe a scrivere: “Quando l'uomo volle divenire Dio, egli peccò, quasi che questa ne fosse la condizione”. Nei misteri mithriaci la capacità di uccidere o di assistere impassibili ad una uccisione (anche se simulata) costituiva una prova iniziatica. Allo stesso contesto potrebbero essere riportati certi aspetti dei riti sacrificali, quando la vittima veniva identificata con la stessa divinità, eppure il sacrificatore doveva abbatterla affinché lui magicamente convergeva - si liberasse e passasse l'assoluto: la trascendenza nella tragicità del sacrificio e della colpa., superiore alla maledizione e alla catastrofe, in lui - ma anche nella comunità che in lui magicamente convergeva - si liberasse e passasse l'assoluto: la trascendenza nella tragicità del sacrificio e della colpa. Ma l'atto può anche portarsi su sé stessi, in alcune varietà della “morte iniziatica”. Far violenza alla vita in sé, nell'evocazione di qualcosa di elementare. Così la via che in alcune forme dello yoga tantrico si apre a kundalini viene chiamata quella in cui “divampa il fuoco della morte”. L'atto tragico del sacrificatore qui si interiorizza e diviene la pratica con la quale la stessa vita organica nella sua radice viene privata d'ogni appoggio, viene sospesa e trascinata di là da sé lungo la “Via Regia” della cosiddetta sushumnâ, “divoratrice del tempo”. È noto che storicamente il dionisismo ha potuto associarsi a forme di scatenamento frenetico, distruttivo e orgiastico, come nel tipo classico della baccante e del baccante (Dioniso = Bacco), della menade e del coribante. Ma qui è difficile separare ciò che può rifarsi alle esperienze dianzi accennate, da fenomeni di possessione, di invasamento, specie quando non si tratta di forme istituzionalizzate e legantesi ad una tradizione. Comunque è sempre da ricordare che qui ci si trova sulla linea della “Via della Mano Sinistra”, la quale costeggia gli abissi, e andar sulla quale, è detto in alcuni testi, rassomiglia all'andare su di un fil di spada. Il presupposto, sia nel campo della visione (aprovvidenziale) della vita, sia di questi comportamenti è la conoscenza del mistero della trasformazione del veleno in farmaco, la quale costituisce la forma più alta dell'alchimia.


Note:
(1) In questo contesto si potrebbe ricordare la teoria di Henri Bergson, il quale spiega lo spazio appunto come “il disfarsi di un gesto”, con un processo inverso a quello onde molteplici elementi in uno slancio sono raccolti e fusi insieme e in una semplicità qualitativa.
(2) A ciò si potrebbe associare il senso più profondo della dottrina patristica, secondo la quale il corpo, il veicolo materiale, sarebbe stato creato al momento della “caduta” onde impedire l'ulteriore precipitare delle anime (cfr. per es. ORIGENE, De princip.,I, 7, 5). Apollo è un tale dio prudente. Inoltre si pensi ad una paralisi dovuta ad uno spavento: è come un ritrarsi, un gettarsi indietro dell'Io, per via del quale ciò che era dominato e compreso organicamente come un corpo vivo e pulsante si fa cosa inerte, rigida, estranea. Il mondo oggettivo è il nostro “grande corpo” paralizzato - congelato o fissato dalla condizione del limite, attraverso la paura.
(3) Cfr. C. MICHELSTAEDTER, La persuasione e la retorica, parte II e passim.